Skip to main content

Ilva, 4000 esuberi. Lunedì incontro a Roma. Si ferma lo stabilimento di Taranto

Pubblicato | da Redazione

Non si è fatta attendere la reazione del sindacato all’annuncio di AmInvestCo di circa 4000 esuberi tra i lavoratori dell’Ilva. Il consiglio di fabbrica dello stabilimento di Taranto si è riunito d’urgenza questo pomeriggio e “respinge con fermezza i contenuti della proposta di AmInvestco sia dal punto di vista normativo/economico che nei numeri degli esuberi”. Secondo quanto affermano in un comunicato congiunto Fim, Fiom, Uilm e Usb, la nuova proprietà del più grande e importante gruppo siderurgico italiano intende dichiarare 3311 esuberi, azzerare gli accordi vigenti, effettuare licenziamenti e asssunzioni con il jobs act, azzerare gli istituti contrattuali, nessuna prospettiva per i lavoratori degli appalti.

LO STABILIMENTO SI FERMA – “Ci rifiutiamo – scrivono – di considerare che tale impostazione possa rappresentare il punto di partenza della trattativa che vede coinvolti migliaia di lavoratori e le loro famiglie come fossero merce di scambio”. Tra i lavoratori molto forti sono “delusione e rabbia soprattutto verso il Governo”. Da qui la decisione di proclamare per il lunedì 9 ottobre 2017, 24 ore di sciopero dei lavoratori Ilva e di quelli dell’appalto. La data coincide con l’incontro tra sindacati, Governo e Am Investco in programma a Roma. Fim, Fiom, Uilm e Usb “invitano i lavoratori ad aderire in massa alle iniziative di mobilitazione e di lotta messe in campo per impedire ad Am investco e Governo di sbeffeggiare ulteriormente un territorio già fortemente devastato dal punto di vista ambientale, sanitario e occupazionale. Nella prima giornata di protesta bisogna dare un forte segnale, aderendo compatti allo sciopero, condizione unica in cui l’assenza dei lavoratori fermi la produzione e per poter programmare le mobilitazioni prossime necessarie”.

IL DISAPPUNTO DEL SINDACO MELUCCI – Anche il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci manifesta il suo disappunto nei confronti delle decisioni annunciate da Am Investco. “All’indomani della aggiudicazione della procedura Ilva – afferma – che già era parsa a molti frettolosa e poco attenta alle aspirazioni dell’intera comunità ionica, torniamo purtroppo ad esprimere ai livelli istituzionali interessati ed alla struttura commissariale disappunto per la disinvoltura con la quale viene gestita la delicatissima tematica degli esuberi e della ricollocazione e riqualificazione degli addetti del siderurgico. In occasione della visita della nuova proprietà a Taranto, avevamo segnalato le condizioni di approccio che avrebbero garantito una convergenza di interessi e tutto il supporto del Civico Ente. Purtroppo, ad oggi, nessuna di tali precondizioni si sta realizzando e, a tutela della Città, non resteremo in silenzio o immobili, sia chiaro. Come da notizia odierna, desideriamo anche comprendere in quale direzione stia procedendo l’antitrust europeo, per una richiesta di approfondimenti dall’esito per nulla scontato. Torniamo a rivendicare un maggiore e corretto coinvolgimento, non consentiremo alcun ricatto, Taranto è cambiata. Il dialogo non si ferma, ma il metodo va radicalmente modificato”.

LA LETTERA DI AM INVESTCO – (ANSA) Sono 9.930 i dipendenti del Gruppo Ilva che la cordata Am InvestCo intende impiegare per il rilancio del gruppo siderurgico. La cifra è indicata in una lettera che la nuova proprietà ha inviato ai sindacati in vista dell’incontro di lunedì prossimo al Mise. Questo significa che gli esuberi saranno 4.000 circa. “Le suddette allocazioni – si legge nella lettera – sono soggette a leggeri aggiustamenti tenendo fermo il numero complessivo di 10.000 lavoratori”. Da lunedì parte la trattativa al ministero dello sviluppo con i sindacati. Nel dettaglio 7.600 sarebbero impiegati a Taranto, 900 a Genova, 700 a Novi ligure, 160 a Milano, 240 in altri siti. Per un totale di 9.600 addetti. Quanto alle controllate sono previsti 160 dipendenti in forze a Ism, 35 a Ilvaform, 90 Taranto Energia. Inoltre sono previsti 45 dirigenti in funzione. Gli esuberi, come assicurato dal Governo, saranno impiegati nelle attività di ambientalizzazione del sito di Taranto gestito dall’Amministrazione Straordinaria. (ANSA)