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Teleperformance lascia Taranto? La Slc Cgil scende in piazza

Pubblicato | da Redazione

Millesettecento operatori a tempo indeterminato, mille collaboratori a progetto, 270 interinali. Età media 35 anni. 75% donne. Sono questi i numeri di Teleperformance a Taranto, seconda realtà privata per dimensioni dopo l’Ilva, che versa mensilmente nelle tasche dei suoi dipendenti circa 2milioni di euro in stipendi ed emolumenti. Un flusso di denaro che potrebbe venire meno se la multinazionale francese decidesse di trasferire le sue attività in un altro territorio nazionale o estero.

Contro questa eventualità la Slc Cgil di Taranto ha organizzato una manifestazione in programma il 9 marzo 2017. Nasce #IoSonoTe, la campagna che si svolgerà con la formula del flash mob in due luoghi simbolo del territorio tarantino: i cancelli di ingresso dell’Ilva e piazza Maria Immacolata un tempo cuore pulsante del commercio cittadino. “Si tratta di due luoghi in sofferenza – dice Paolo Peluso che come segretario generale della Cgil sostiene l’iniziativa – luoghi che devono tornare a parlarsi, ritrovare il senso delle battaglie comuni per difendere il lavoro, ma anche per immaginare un modello di sviluppo basato anche sulla sussidiarietà e l’attenzione verso l’altro”.

“Il senso del messaggio è semplice – spiega Andrea Lumino, segretario della Slc – diciamo semplicemente che i destini di tutti i lavoratori della nostra terra sono collegati, che non si può rimanere indifferenti di fronte al rischio di licenziamenti o ridimensionamenti occupazionali. Per questo saremo davanti all’Ilva a portare la nostra solidarietà a quegli operai e saremo nel centro della città a dire ad esempio ai commercianti che siamo un potenziale di clientela persa. Insomma i nostri destini sono uniti ed è giusto tornare a dirselo”.

Il flash mob #IoSonoTe si svolgerà il 9 marzo alle 6.00 davanti alla portineria D dell’Ilva e alle 10.30 in Piazza Maria Immacolata. I lavoratori Teleperformance saranno affiancati da altri lavoratori “in pericolo” della provincia di Taranto (metalmeccanici, servizi, mondo della scuola, edilizia, appalti, braccianti) invitano i cittadini e i commercianti ad unirsi allo spirito della loro iniziativa.

Sempre sul tema dei call center interviene anche la Slc Cgil regionale con una nota a firma dello stesso Lumino e di Rocco Rossini. “Il Governo – scrivono – continua a non assumersi la responsabilità di regolare seriamente il settore, preferendo lasciar fare ai grandi committenti, ovvero ai principali responsabili, insieme all’inerzia delle istituzioni, del disastro attuale. Compito del Governo è quello di avviare con urgenza un iter legislativo che assicuri il rispetto delle regole che allontanino il massimo ribasso. Regole accompagnate da un sistema di controlli e di sanzioni”.

La Slc Puglia teme che le decisioni del governo possano avere effetti devastanti sul territorio regionale interessato da “vertenze molto preoccupanti che sono in procinto di esplodere”. “Stabilire che tutte le committenti possano delocalizzare sino al massimo del 20% è un invito a delocalizzare anche per chi non l’ha ancora fatto. Auspichiamo che tutto il sindacato, unitariamente, lavori per un nuovo sistema di regole, servono risposte reali e positive per i lavoratori”.