Precariopoli
Taranto, appalto in crisi. Il lato oscuro della vertenza Ilva
Molte aziende dell’appalto Ilva stanno per arrivare all’epilogo. I mancati pagamenti da parte della gestione commissariale non consentono di proseguire l’attività e potrebbero essere avviati “provvedimenti a carattere d’urgenza riguardanti il personale dipendente”. E’ questo l’allarme lanciato da Confindustria Taranto. Una situazione non nuova purtroppo. Anzi. “Una condizione che va avanti da circa tre anni senza soluzione di continuità” evidenziano gli industriali che vantano da Ilva “un’ingente mole di crediti pregressi e di pagamenti in ritardo sulle commesse correnti”.
E’ questo, se vogliamo, il lato oscuro della vertenza Ilva. Quello che sfugge alla polemica a colpi di tweet, ma che riguarda il futuro di alcune migliaia di lavoratori. Ed è, vale la pena sottolinearlo, una questione in cui non c’entrano nè Arcelor Mittal, nè il Governo. A determinare questa emergenza è stata la gestione commissariale. Il 4 dicembre 2017, alle 10, la vertenza sarà oggetto di un incontro con la stampa del presidente provinciale di Confindustria, Vincenzo Cesareo.
Appena qualche settimana fa a urlare la drammaticità della situazione dei lavoratori dell’appalto Ilva fu la Fim Cisl. “Ci sono ritardi di sei mesi nel pagamento degli stipendi” denunciò il sindacato. L’azienda subito si affrettò a far sapere che dall’inizio del 2017 erano stati pagati circa 206 milioni di euro alle imprese del territorio pugliese e che “a metà novembre, i debiti esigibili da Ilva in Amministrazione Straordinaria verso i fornitori della Puglia ammontano complessivamente a circa 30 milioni di euro”. Che non sono bruscolini… direbbe Arbore!