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Stalking e violenza di genere, quello che le donne non dicono. E non sanno…

Pubblicato | da Redazione

Cominciamo da quello che le donne, almeno non tutte, non sanno: c’è il gratuito patrocinio per chi si rivolge alla Giustizia denunciando di essere vittima di stalking. “E se il vostro legale non ve lo dice, cambiate legale” per dirla con Maria Fonte Gallo, guerrigliera del Diritto che conviene sempre avere dalla propria parte in un’aula di Tribunale…

Come lei, forte e combattiva, le donne di Taranto Lider che organizzano un simposio alla Ubik generando un dibattito le cui due ore davvero non sono bastate per srolotare sul tavolo l’intero fascicolo. Si parla di violenza, anzi di violenze e delle mille forme possibili, soprattutto domestiche. E’ la casa, infatti, il focolare che troppo spesso diventa il rogo che vede sempre la donna, la mamma, la moglie… arsa viva tra le fiamme perverse di un amore malato. Pardon, di un uomo malato: l’amore malato, diciamolo una volta per tutte, NON ESISTE.

Merito dunque a Taranto Lider per aver voluto tracciare un punto essenziale una settimana dopo il 25 novembre, giorno delle scarpette rosse di una battaglia che dura ogni giorno, ogni anno, da quando mondo civile è mondo civile, almeno dove sia possibile viverlo.

Nella sala riunione della Ubik, ieri mattina, moderate dal direttore de La Ringhiera, la presidente dell’Avo Anna Pulpito (volonari ospedalieri), la dott.ssa Rosato, responsabile per la Questura di Taranto dell’ufficio dedicato ai reati di stalking e violenza di genere, l’avvocato Gallo, la psicologa Rossana Perazzo, del Centro Antiviolenza “Rompiamo Silenzio” di Martina Franca, e naturalmente Grazia Maremonti, Maria Teresa D’Amato e Roberta Villa, le avanguardiste di Taranto Lider. Un bel dibattito, acceso, che ha informato e indotto a riflettere chi ha avuto la buona idea di parteciparvi.

Infine, altre due cose da sapere: una donna può cambiare vita, con i propri figli minori, lasciandosi alle spalle tutto.. naturalmente  a cominciare dal marito orco. La legge prevede questa possibilità quando se ne ravvisi l’esigenza.  Secondo punto da focalizzare: i centri antiviolenza dovrebbero sorgere ogni diecimila abitanti. A Taranto, dunque, dovrebbero esserne attivi una ventina (??).