Precariopoli
Natuzzi, accordi a rischio. L’allarme di Fillea e Cgil
“C’è il rischio concreto che l’azienda tenti di nuovo di sfilarsi dagli accordi preferendo la delocalizzazione delle sue produzioni, per questa ragione oggi più che mai è importante tenere alta l’attenzione dei lavoratori e delle istituzioni impedendo che sulla vertenza Natuzzi cali nuovamente il silenzio”. Così in una nota congiunta il segretario generale della Fillea Cgil di Taranto, Francesco Bardinella e il componente della segreteria generale della Cgil ionica, Giovanni D’Arcangelo. Per i due esponenti sindacali torna dunque ad essere determinante l’azione di pressing che insieme a Regione e Governo si dovrà esercitare sulla multinazionale del salotto.
“La dichiarazione di esuberi continua ad essere una minaccia concreta – proseguono – per questo occorre recuperare tempo e prospettiva. Un’azione che investe di responsabilità la Fillea in maniera particolare, considerato che alle recenti elezioni per la nomina degli RSU dello stabilimento di Laterza il sindacato degli edili della CGIL raccoglie il 65% dei consensi ed elegge 5 degli 8 rappresentanti di fabbrica, con una partecipazione al voto di oltre il 90% dei 550 lavoratori aventi diritto al voto. Nelle prossime settimane si dovrà riaprire il tavolo di confronto al Mise e oltre a rigettare il piano degli esuberi che riguarderebbe circa duemila lavoratori, si dovrà porre con forza il tema del futuro dello stabilimento di Ginosa che secondo gli accordi sottoscritti al Mise dovrebbe essere riattivato e riconvertito per la lavorazione del poliuretano .
Si tratterebbe di una ipotesi che detterebbe prospettive e anche possibilità di un mercato non mono-committente ma dall’Accordo di Programma bisognerà ripartire chiedendo anche alla Regione Puglia di porre in essere tutti gli strumenti e le azioni che potranno contribuire a rafforzare quel piano industriale di riconversione e rinascita”.
“Su Natuzzi deve essere condotta una battaglia anche di responsabilità e rigore – spiega inoltre Bardinella – per questo sarà opportuno tenere sempre in considerazione il quadro d’assieme di una vertenza dai contorni delicati e che investe problematiche connesse alla tutela di quell’insediamento produttivo, passando dalle tutele del made in Italy e del concetto di rappresentanza. Tutti elementi che concorrono a tenere qui la produzione e a salvaguardare quei lavoratori. I lavoratori appunto anche quelli che nel mese di agosto hanno ricevuto una denuncia perché componenti della Commissione Elettorale all’interno dello stabilimento. Un atto che la Magistratura ha fortunatamente rigettato restituendo verità e diritto a queste votazioni che oggi assegnano ai lavoratori eletti il compito di tornare a serrare le fila”.
Nei prossimi giorni Fillea e Cgil provinciali, come già fatto a livello regionale torneranno ad incalzare il viceministro Teresa Bellanova e il responsabile della task force regionale per il lavoro, Leo Caroli.