Sul Pezzo
“Apulian life style” recupera dieta mediterranea pugliese, salute e ambiente
“Apulian Life Style intende recuperare il patrimonio della dieta mediterranea pugliese come asse portante e denominatore comune tra sostenibilità, benessere, salute, qualità delle produzioni”. Lo ha detto Felice Ungaro intervenendo al convegno “Alimentazione mediterranea pugliese, un’ulteriore opportunità per lo sviluppo del mare”, evento che ha aperto il programma di Apulian Life Style alla Fiera del Levante (Padiglione 18). Oltre a Ungaro, responsabile del progetto Apulian Life Style, sono intervenuti Gianluigi Cesari del Ciheam di Bari, Antonio Mazzocca dell’Università di Bari, lo chef Salvatore Bufi.
Ha moderato i lavori Nicolò Carnimeo docente dell’ateneo barese e delegato regionale del Wwf Italia.
La corretta alimentazione come stile di vita, ma anche come occasione per la valorizzazione delle produzioni locali e biologiche. Per Ungaro “Non basta dire ai nostri bambini di non mangiare le merendine e di sostituirle con una mela se quella mela contiene pesticidi. Occorre utilizzare le mele autoctone, coltivate in sicurezza”. Un percorso che richiede specificità diverse, da qui l’intuizione di Apulian Life Style che mette insieme competenze in materia sanitaria, di tutela dell’ambiente, di valorizzazione dell’agricoltura e dei prodotti del mare. “Le giovani generazioni – ha evidenziato lo chef Bufi – hanno perso o stanno perdendo la memoria dei nostri sapori tradizionali”. Comportamenti che sono “il risultato – ha aggiunto Cesari – della rivoluzione dei consumi che ha modificato e, in taluni casi, stravolto le nostre abitudini alimentari”.
Un vero peccato perché la Puglia è tra le regioni del Mediterraneo più ricche di biodiversità.
Nel nostro mare sono presenti circa 700 diverse specie ittiche, ma se ne consumano meno del 10%. In Puglia nascono circa 2000 diverse erbe spontanee commestibili. “Bisogna intervenire – ha proseguito Mazzocca – prima che la dieta mediterranea diventi un mito senza più alcun contato con il territorio”. Le insidie per l’ambiente non mancano. “Il 10% dei rifiuti plastici finiscono in mare”, ha detto Carnimeo riprendendo quanto detto dal presidente Michele Emiliano nel discorso di apertura dell’81esima edizione della Fiera del Levante nel quale, tra le altre cose, ha sollecitato la costruzione di una filiera industriale per dimezzare la plastica dispersa nell’ambiente. Investendo, in tal senso, gli stessi pescatori chiedendo loro di non ributtare in mare i rifiuti che raccolgono nelle reti, ma di conferirli allo sbarco.
La Puglia, culla della dieta mediterranea, è in prima linea su questi temi e il progetto Apulian Life Style ne persegue la realizzazione. Filiera corta, economia sostenibile, salute e benessere, promozione e sviluppo della blue economy la Regione Puglia ci crede.