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Ilva, oggi il vertice a Roma. A Taranto si sciopera

Pubblicato | da Redazione

Oggi, a Roma, parte il confronto tra sindacati, Governo, Aminvestco, commissari straordinari, sul futuro dell’Ilva. Piani industriali, livelli occupazionali, investimenti per l’ambiente, comincia un confronto tutt’altro che facile. Il negoziato si apre con la previsione di circa 4mila esuberi da parte dei nuovi acquirenti e con tempi diluiti fino al 2023 per l’applicazione degli interventi previsti nel piano ambientale.

Insomma, le premesse non sono le migliori. Sullo sfondo c’è l’occhio vigile dell’Ue. La Commissione Antitrust dovrà esaminare le quote di produzione dell’Ilva targata Arcelor Mittal ed assicurarsi che non superino il tetto previsto. Restano in piedi, inoltre, le istanze di procedura di infrazione sugli interventi per l’ambiente e quelle per presunti aiuti di Stato concessi all’Ilva. Proprio ieri, infine, si è conclusa la visita della Commissione Petitions del Parlamento europeo  che nei prossimi mesi redigerà un documento sugli stabilimenti Ilva e Eni che hanno sede a Taranto.

Dalle 23 di ieri (19 luglio) alle 07 di domani (21 luglio) si svolgerà lo sciopero indetto dall’Usb che in concomitanza con il vertice odierno effettuerà un sit in di lavoratori provenienti da Taranto, partiti poco dopo la mezzanotte. “Le motivazioni dello sciopero – si legge in un documento dell’Usb – sono da ricercarsi nella dichiarazione di esubero per oltre 4.000 unità, senza nessuna garanzia per salute e ambiente e neanche una parola sull’appalto Ilva. E’ chiaro che la linea del governo è quella classica usata a Piombino e Alitalia, cioè scaricare i macroscopici errori commessi dai Riva, dai Commissari e soprattutto dal governo sulla pelle dei lavoratori”. Questo il commento di Franco Rizzo, coordinatore provinciale Usb.

Il sindacato autonomo invita a diffidare di chi dice: “Nessuno sarà licenziato. Accettare la logica della new company e della bad company vuol dire dividere ed indebolire i lavoratori, oltre che permettere al Governo di scaricare la patata bollente Ilva sulle spalle della città e dei lavoratori. Hanno promesso decine di volte di coprire i Parchi Minerari: il primo fu Clini nell’agosto del 2012 che dichiarò che avrebbero coperto i Parchi in 6 mesi. A seguire una serie di proclami, promesse mai mantenute e, come unica soluzione alle polveri che invadono il quartiere Tamburi e che riempiono i polmoni dei bambini, l’istituzione del wind day con raccomandazione di chiudere le finestre e non uscire da casa. In quale paese civile tutto ciò’ è considerato legale?”.

Mobilitazione dei lavoratori anche per Fim, Fiom Uilm che hanno scioperato ieri. “I lavoratori dell’Ilva – spiega una nota congiunta dei sindacati dei metalmeccanici –  ancora una volta, rispondono positivamente allo sciopero unitario indetto da Fim, Fiom e Uilm il giorno prima dell’incontro al Mise con Am Investco. Una partecipazione che, nonostante il periodo di ferie e cassa integrazione, ha visto un’adesione di oltre il 40% dei lavoratori pronti a sostenere le rivendicazioni contenute all’interno della piattaforma sindacale, costruita con il coinvolgimento degli stessi lavoratori durante le assemblee che si sono svolte nei giorni scorsi”.

Oggi, in concomitanza con l’incontro previsto al Mise tra Am Investco e organizzazioni sindacali, una delegazione di Fim, Fiom e Uilm incontrerà il Prefetto di Taranto e, così come fatto in occasione della visita della Commissione Petizione del parlamento europeo, presenterà la piattaforma rivendicativa ribadendo la necessità di mettere in campo delle azioni concrete per salvaguardare #Ambiente #Salute e #Lavoro.