Piani Alti
Borsellino, l’esempio per tutti. Taranto ricorda “Paolo che ha visto la mafia in diretta”
L’idea promossa dai magistrati tarantini è stata premiata da una folta e autorevole partecipazione istituzionale, associativa e di cittadinanza. Prefetto, Forze dell’Ordine, Forze Armate, giornalisti, avvocati, assiciazioni, docenti, studenti, cittadini… tante piccole e riconoscibili delegazioni della Città che attraverso l’Anm (sottosezione di Taranto) ha reso omaggio alla memoria di Paolo Borsellino, nel giorno del 25esimo annioversario della sua morte in via d’Amelio, strage che strappò la vita anche ai cinque uomini della sua scorta.
“Paolo che ha visto la mafia in diretta” è il titolo di un incontro snello ed efficace, tenuto ieri nell’aula di Corte d’Assiste nella Corte d’Appello di Paolo VI (Taranto). Un dibattito aperto, vissuto fuori da ogni retorica e con la passione di chi vive in trincea, a Taranto i tentacoli della malavita organizzata cercano di rifarsi largo come in passato, e con la preparazione degli uomini e delle donne di Giustizia, di fronte alla platea composta da chi previene, controlla, reprime, incrimina e giudica, codice alla mano.
La Giustizia di Taranto per due ore attorno al focolare della memoria collettiva, insomma, in una giornata che ha messo assieme cultura della legalità e fondamentali di un ricordo da tutelare e tramandare. Tutto su idea dei magistrati Stefania D’Errico e Fulvia Misserini. La giornata è stata condotta dai nostri coleghi Angelo di Leo e Michele Tursi. (foto di Aurelio Castellaneta)