Precariopoli
Ilva, Melucci: “Taranto è cambiata, non consentiremo alcun ricatto”
Con chi ce l’ha, esattamente, il sindaco di Taranto? Con gli indiani di Mittal, con il Governo, con i suoi alleati del Pd che da cinque anni sbandierano i decreti Ilva come fossero tutti, uno per uno, fonte di salvezza per la comunità ionica?
Ad ogni modo, il sindaco ha reagito ieri sera alla notizia (alla conferma, per meglio dire) degli esuberi Ilva e ha voluto avvisare tutti. In un durissimo comunicato, che pubblichiamo integralmente di seguito, Rinaldo Melucci affida al suo ufficio stampa poche righe ma inequivocabilmente contrarie alla logica che si va affermando nell’intera vicenda Ilva-Mittal-Governo. Mettiamola così, al contrario di quanto abbia recentemente sostenuto sul progetto Tempa Rossa, sulla vicenda Ilva il primo cittadino non farà ricorso ad alcun “apporto laico“. Anzi.
“All’indomani della aggiudicazione della procedura Ilva, che già era parsa a molti frettolosa e poco attenta alle aspirazioni dell’intera comunità ionica, torniamo purtroppo ad esprimere ai livelli istituzionali interessati ed alla struttura commissariale disappunto per la disinvoltura con la quale viene gestita la delicatissima tematica degli esuberi e della ricollocazione e riqualificazione degli addetti del siderurgico. In occasione della visita della nuova proprietà a Taranto, avevamo segnalato le condizioni di approccio che avrebbero garantito una convergenza di interessi e tutto il supporto del Civico Ente. Purtroppo, ad oggi, nessuna di tali precondizioni si sta realizzando e, a tutela della Città, non resteremo in silenzio o immobili, sia chiaro. Come da notizia odierna, desideriamo anche comprendere in quale direzione stia procedendo l’antitrust europeo, per una richiesta di approfondimenti dall’esito per nulla scontato. Torniamo a rivendicare un maggiore e corretto coinvolgimento, non consentiremo alcun ricatto, Taranto è cambiata. Il dialogo non si ferma, ma il metodo va radicalmente modificato”.
Staremo a vedere…