All’Ilva di Taranto non si vede un tubo!

Che succede all’Ilva? A parte Jindal e Arcelor Mittal che fanno i fioretti promettendo di essere buoni come i ragazzini alla prima comunione, pare che regni una gran confusione. E’ un polverone (non quelli dei wind day) o già si “respira” aria di smantellamento? Un po’ dispiace immaginare il “tridente” (Gnudi, Laghi e Carruba) raccogliere gli effetti personali nel cartone per fare posto ai nuovi proprietari, ma sapevano che, prima o poi, sarebbe arrivato il momento delle pacche sulla spalla. Forse è colpa del magone allora se non corrono più dietro alle commesse (non quelle dei grandi magazzini) e preferiscono la scorciatoia della cassa integrazione. Tanto ormai! In verità, questa voce l’ha messa in giro il “tridente” opposto (D’Alò, Romano, Talò) a capo del sindacato dei metalmeccanici ed è stata prontamente smentita dall’Ilva in amministrazione straordinaria. Insomma, tra promesse dei futuri acquirenti, letterine di Stefàno (non molla), polveroni veri e virtuali, annunci e smentite, l’Ilva è avvolta nelle tenebre. Ormai non si vede un tubo!


Di seguito la richiesta d’incontro inviata da Fim, Fiom Uilm ai commissari straordinari e (per conoscenza) al viceministro Bellanova e la smentita dell’Ilva rilasciata all’Ansa. Buon divertimento!



FIM, FIOM, UILM – “Diventa sempre più insistente il rincorrersi di notizie per cui Ilva, per decisione Commissariale, starebbe rifiutando le commesse sia di “lamiere conto terzi” che di tubificio. In particolare ci riferiamo alla commessa Snam (per un 56”). Queste voci trovano riscontro anche a seguito di una trattativa a Larino tra i nostri colleghi e la società Riveco Generalsider, dove emergeva che queste scelte strategiche Ilva danneggiano anche i lavoratori dell’azienda in questione che, non potendo più contare su questo ordine, dovranno essere posti in Cigo. Alla luce di quanto esposto chiediamo un incontro urgente al fine di poter essere resi edotti delle reali motivazioni che portano l’azienda a compiere tali decisioni vista anche l’importante ripercussione che questo provoca sui lavoratori dell’area Tubifici già
pesantemente interessata dalla crisi”.

ILVA – In merito alle notizie diffuse oggi dalle organizzazioni sindacali relative a voci secondo le quali Ilva avrebbe rifiutato la commessa Snam per la produzione di tubi, la società precisa di non aver “ricevuto alcuna richiesta di partecipazione alla gara Snam per la produzione dei tubi da 56″, pertanto non può aver rifiutato tale commessa”. L’azienda osserva inoltre “che, a seguito dell’aggiudicazione, nel 2016, della gara per la fornitura di tubi 12″ Erw a Snam, Ilva ha raggiunto un accordo con riveco Generalsider spa alla quale fornisce coils da trasformare in tubi e rivestire, tutto ciò per rispettare gli accordi con Snam e per far fronte al fermo dell’impianto Tubificio. L’azienda sta perseguendo tutte le opportunità commerciali che siano sostenibili sia sotto il profilo operativo che economico-finanziario”. Tale orientamento, conclude l’Ilva in amministrazione straordinaria, “conferma la volontà di partecipare attivamente all’assegnazione di nuove commesse laddove sussistano questi requisiti”.


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