“Troppi candidati sindaco a Taranto”, Romandini propone un sondaggio

“Troppi candidati sindaco a Taranto”, Romandini propone un sondaggio

“In questi giorni che precedono l’avvio della campagna elettorale per il nuovo sindaco, le cronache raccontano una insolita vivacità legata alla presentazione di un gran numero di movimenti, liste civiche, rappresentanti della società civile con altrettanti candidati sindaco. Ma siamo certi che questo sia un bene? Siamo certi che la presenza di tanti candidati sindaco non generi più confusione nell’elettore? Siamo certi che non se ne avvantaggeranno le solite consorterie politiche? Siamo certi che non saranno involontariamente favorite logiche clientelari e derive populiste?”


A sollevare questi dubbi è Luigi Romandini, già dirigente della Provincia di Taranto, noto per aver contribuito con le sue denunce all’inchiesta “Ambiente svenduto” e ora in corsa come candidato sindaco con un movimento civico alle prossime elezioni comunali. Romandini scioglie le sue perplessità con una proposta. “Invito movimenti e liste civiche – dice – a sottoscrivere un patto per affidare ad una società demoscopica nazionale (di comprovata esperienza), l’incarico di realizzare un sondaggio certificato per individuare il candidato sindaco con maggiori possibilità di vittoria tra tutti quelli proposti dalle liste civiche. In questo modo otterremmo una semplificazione del quadro politico, eviteremmo guerre fratricide tra esponenti con idee e programmi simili, con affinità sociali e culturali. Un candidato sindaco così selezionato, potrebbe contare su un sostegno ampio e capillare e sarebbe più forte”.



Secondo Romandini “occorrono una decina di giorni e poche migliaia di euro, da suddividere tra tutte le liste civiche, per ottenere un responso attendibile e spendibile per la città. Altre ipotesi, come lo svolgimento di primarie civiche, sono realisticamente poco praticabili per oggettive difficoltà organizzative e per mancanza di tempo”. La riflessione dell’ex dirigente della Provincia nasce da una considerazione: “A Taranto è necessario allargare gli spazi di partecipazione e recuperare il feeling perduto con le urne. Il capoluogo ionico si è progressivamente disaffezionato all’esercizio della più alta espressione di partecipazione: il voto. L’astensionismo ha sedotto fasce sociali sempre più ampie perchè la politica non ha saputo dare risposte adeguate alle istanze dei cittadini. Rappresentanti dei partiti e amministratori della cosa pubblica, hanno offerto modelli negativi: cattiva gestione, disservizi, corruzione, privilegi per la casta”.

A fronte di questa situazione, paradossalmente, l’offerta di liste, movimenti, candidati sindaco si è allargata ed è proprio questo il pericolo che evidenzia Romandini. “Io stesso mi candido a guidare la città – aggiunge – dopo aver lavorato per anni come dirigente nella pubblica amministrazione. Lo faccio perchè convinto che per governare una realtà complessa e problematica come Taranto, accanto all’integrità morale e all’impegno, sia necessaria una profonda conoscenza della macchina amministrativa.
Sono pronto, però, a sostenere questa verifica per offrire una proposta migliore alla nostra città che deve lasciarsi alle spalle dieci anni da dimenticare ed imboccare al più presto, la strada di un nuovo sviluppo sociale, economico e culturale. Chi ci sta?”

 


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