Skip to main content

Metalmeccanici, marcia su Bari

Pubblicato | da Redazione

Oltre mille tra “tute blu” e delegati partecipano oggi all’attivo regionale di Fim, Fiom e Uilm sul rinnovo del contratto di categoria all’Auditorium Spazio 7 della Fiera del Levante di Bari. In tutta Italia sono oltre 1 milione e 600 mila gli operai che attendono il nuovo contratto. In Puglia, Taranto è sicuramente la capitale dei metalmeccanici per la presenza dello stabilimento siderurgico Ilva, del suo indotto e di numerose altre realtà produttive del settore.

All’assemblea partecipano i tre segretari generali nazionali: Marco Bentivogli (Fim-Cisl), Maurizio Landini (Fiom-Cgil) e Rocco Palombella (Uilm-Uil). A sei mesi dall’avvio del negoziato per il rinnovo della piattaforma contrattuale Fim, Fiom e Uilm chiedono a Federmeccanica e Assistal un contratto collettivo nazionale che garantisca il reale potere di acquisto del salario per tutti i metalmeccanici, che qualifichi le relazioni industriali, estenda la contrattazione di 2° livello su tutti gli aspetti che compongono la prestazione lavorativa, migliori le condizioni di lavoro, tuteli tutte le forme di lavoro e tutta l’occupazione, faccia ripartire gli investimenti e una nuova politica industriale: questo è il vero rinnovamento di cui c’è bisogno.

Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 4 ore di sciopero per tutte le lavoratrici e i lavoratori a cui si applica il contratto Federmeccanica e Assistal, per mercoledì 20 aprile 2016. Lo sciopero è preceduto dal fitto calendario di attivi regionali. “In questo contratto Federmeccanica e Confindustria – dice il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli – hanno sfoderato la peggiore intransigenza contro lo strumento del Ccnl, dimenticando che in contratto ha tenuto insieme il Paese e i lavoratori e che, anche in tempo di crisi, ha tenuto le relazioni industriali sul giusto binario e ha consentito ai metalmeccanici di non scindere mai la protesta dalla proposta e con la contrattazione difensiva, siamo riusciti a salvare, nella crisi oltre 100mila persone dai licenziamenti. Siamo di fronte al contratto più difficile della storia della nostra categoria, perché non è mai accaduto nella storia dei metalmeccanici che si rinnovasse un contratto con la deflazione, una disoccupazione che continua a galoppare e con una crisi che, al di là della propaganda di ogni governo, tiene ancora imbrigliata la vita e le sorti di centinaia di migliaia di famiglie italiane”.