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Democrazia è partecipazione, la lezione dei dipendenti Ilva di Taranto

Pubblicato | da Michele Tursi

Nei giorni scorsi (il 6 e 7 ottobre) i circa 11mila dipendenti dell’Ilva sono stati chiamati alle “urne” per eleggere le rappresentanze sindacali unitarie. Una forma di democrazia e di partecipazione molto importante soprattutto in una realtà come il siderurgico di Taranto che, per dimensioni, può essere considerata una piccola città. Il rinnovo di quelli che una volta si chiamavano delegati di fabbrica, si svolge come vere e proprie elezioni: le organizzazioni sindacali presentano liste diverse ed i candidati fanno campagna elettorale tra i colleghi. Non vogliamo entrare nel merito dei metodi utilizzati talune volte per persuadere i lavoratori e accaparrarsi voti, ma ci piace sottolineare un dato. La partecipazione è stata dell’86%. Una percentuale altissima, bulgara si sarebbe detto quando il mondo era diviso in due (soli) blocchi ideologici. 

Forse l’apprensione dei lavoratori per un fabbrica che presenta numerosi pericoli e che non garantisce più lo stipendio sicuro come accadeva qualche anno fa, ha favorito la partecipazione alla consultazione ma al netto di questo, i dipendenti del siderurgico ci consegnano una prova di maturità. Nelle consultazioni elettorali, infatti, l’affluenza alle urne non è più così alta. Il partito dell’astensione cresce ad ogni tornata, favorendo affaristi e professionisti della politica in cerca di poltrone. Operai, tecnici, impiegati, quadri, dell’Ilva ci dicono che partecipare, esprimere il proprio voto è importante. Ricordiamocene in occasione delle prossime scadenze elettorali. Ritorniamo ad affollare i seggi, sconfiggiamo le lobbies, sarà questa una delle campagne che “La Ringhiera” condurrà nei prossimi mesi.

Di seguito i comunicati di Fiom-Cgil e Fim-Cisl a commento dei risultati elettorali, pervenuti alla nostra redazione.

FIOM CGIL – “Si sono svolte nei giorni 5, 6 e 7 ottobre le elezioni per il rinnovo della Rsu nello stabilimento Ilva di Taranto. Molto alta l’adesione al voto, che ha sfiorato l’86%, nelle prime elezioni dove è stato applicato il sistema proporzionale puro. In conseguenza del calo di lavoratori, la Rsu da eleggere è passata da 84 a 81 delegati. La Fiom, alla luce dei risultati, conferma il consenso delle scorse elezioni e passa da 7 a 12 delegati in virtù dell’assegnazione dei seggi in maniera proporzionale, mentre nel 2013 la nostra organizzazione fu esclusa dalla quota dell’un terzo. Uilm e Fim, pur guadagnando in termini di voti, perdono rispettivamente 6 e 2 delegati rispetto alla scorsa elezione.

Infine, si registra una flessione di consensi all’Usb. La Fiom diventa terza organizzazione sindacale tra gli operai, scavalcando l’Usb, con 10 delegati contro 8. In generale si evidenzia una vittoria del sindacato confederale. Nello specifico, alla Uilm vanno un totale di 34 delegati, alla Fim 23, alla Fiom 12, Usb 12, al Fismic nessun delegato. Per Rosario Rappa, segretario nazionale della Fiom, e Giuseppe Romano, segretario generale della Fiom Taranto, “il nostro ringraziamento per questo risultato, oltre a tutti i lavoratori che hanno votato per la Fiom, va ai nostri candidati, a tutti i nostri iscritti e agli
attivisti”.

“Un enorme ringraziamento – aggiungono – va ai nostri sette delegati che in questi tre anni, in una Rsu di 84, sono riusciti con il loro straordinario lavoro a mantenere viva la nostra organizzazione, consentendoci di ‘attraversare il deserto'”. “Il nostro augurio di buon lavoro – concludono – va ai 12 delegati appena eletti, nella consapevolezza che a loro spetta la gestione difficile della fase che abbiamo davanti.”

FIM CISL – “Si sono concluse le votazioni per il rinnovo delle RSU in ILVA, la storia fabbrica di Taranto, in cui lavorano oltre 11.000 dipendenti e che si estende nel perimetro di ben tre comuni. Ha votato l’86% dei lavoratori. La FIM è cresciuta in tutte le aree, complessivamente di oltre 340 voti, pari a + 3%.
Pieno di voti nell’area dei quadri dove la FIM vince le elezioni e si afferma come primo sindacato.
Solo due rinnovi la FIM in Ilva era la terza organizzazione, ora è la seconda e in netta avanzata – in termini di RSU elette – sulla prima.

Questo il risultato finale degli eletti: Uilm 34, FIM 23, FIOM 12, USB 12. I candidati della FIM Cisl erano 130, un piccolo “esercito” composto da ragazzi, di cui molti alla prima esperienza elettorale, che hanno affrontato la sfida con grandissimo entusiasmo, forti del lavoro fatto in questi anni, sempre vicino ai loro colleghi, in tutte le difficoltà ed i momenti difficili della loro fabbrica.

“Voglio ringraziare, a nome di tutta la FIM, tutti i nostri candidati e tutti gli attivisti che hanno collaborato alla riuscita di questo importantissimo risultato che non è il frutto solo degli ultimi mesi di campagna elettorale, ma del tanto lavoro fatto da Valerio D’Alo’, dal coordinatore Biagio Prisciano e dalla rinnovata squadra della FIM in questi anni. È la dimostrazione che l’impegno, la serietà, la coerenza e la passione della FIM pagano sempre e sono le basi del sindacato del futuro. ILVA è per questi ragazzi molto di più di un posto di lavoro. Rappresenta un vero e proprio diritto di cittadinanza e d’identità sociale. Questi sono stati anni difficili, in cui una fabbrica così importante per tutta la provincia tarantina ha pagato scelte sbagliate, da parte dei Riva, ma anche della politica.

Ora ci aspetta un’altra fondamentale sfida: quella di rendere ILVA una fabbrica ecosostenibile e competitiva rendendo al più presto operativo un nuovo piano ambientale affinché ambiente e siderurgia non litighino più, come purtroppo avviene solo nel nostro Paese. La sicurezza e il benessere dei lavoratori deve essere al primo posto e non deve accadere più, come è successo anche di recente a Giacomo, di morire di lavoro a soli 24 anni nel 2016. Questo successo e il nostro impegno futuro lo dedichiamo a lui e a tutti i lavoratori che credono e si impegnano nel sindacato”.

Soddisfazione anche per il Segretario Generale della Fim-Cisl Taranto Brindisi, Valerio D’Alò, il quale si congratula per l’impegno profuso dall’intera squadra Fim. «Un ringraziamento particolare – evidenzia D’Alò – va a tutti quei lavoratori alle prese con la crisi e le difficoltà che derivano dalla situazione Ilva e dagli impianti fermi da mesi . Loro hanno voluto scegliere, nonostante lontani dallo stabilimento per la solidarietà, realmente da chi farsi rappresentare. Di chi fidarsi e in chi vedere un valido appoggio per il proprio futuro. I ragazzi della Fim sono stati suffragati dal loro consenso. Segno di un legame che va oltre il posto di lavoro e rende la Fim un posto in cui stare. Le percentuali, questi numeri, dimostrano davvero chi rappresenta il sindacato: i lavoratori”.