Precariopoli
Porto di Taranto, vertenza Tct interviene il Prefetto
Ora anche la prefettura di Taranto è al lavoro per la vertenza dei 530 lavoratori della Taranto container terminal per i quali il prossimo 11 settembre scadrà il periodo di cassa integrazione. La delicata vicenda è stata al centro di un incontro tra il prefetto Umberto Guidato ed i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e delle rispettive federazioni di categoria del settore trasporti.
I sindacati hanno manifestato al rappresentante del Governo la loro preoccupazione per l’avvio della procedura di licenziamento collettivo da parte della Tct che ha inviato a tutti i suoi dipendenti “le comunicazioni di avvenuta risoluzione del rapporto di lavoro con decorrenza dal prossimo 11 settembre”.
Nel corso dell’incontro, spiega la Prefettura, “sono stati approfonditi i vari aspetti della problematica al fine di costruire un percorso che consenta di superare le attuali criticità e salvaguardare il futuro dei 530 lavoratori e delle loro famiglie”.
L’ipotesi cui stanno lavorando i sindacati, con la collaborazione dell’Autorità portuale, è quella di una proroga di dodici mesi della cassa integrazione in virtù delle offerte di insediamento sul molo Polisettoriale pervenute nei giorni scorsi all’Autorità. La procedura dovrebbe concludersi entro il prossimo mese di giugno. Ad ostacolare questo percorso è la mancata collaborazione della Tct che ha inteso troncare i rapporti di lavoro senza concedere altre proroghe. Fondamentale diventa adesso il supporto del Governo che ha assicurato il suo interessamento e con il quale dovrebbe esserci una riunione entro la fine del mese.
Il percorso ipotizzato da Cgil, Cisl, Uil e Filt, Fit e Uiltrasporti è spiegato in un documento consegnato al Prefetto e all’Autorità portuale. “Entro il mese di giugno – recita il testo – completati i primi 600 metri di banchina, potranno essere concesse in affidamento le relative aree con un graduale reimpiego dei lavoratori. Pertanto, alla di scadenza del trattamento di Cigs (11 settembre 2016) è possibile ipotizzare solo una limitata ricollocazione degli stessi lavoratori anche perchè le opere infrastrutturali saranno completate nell’arco del 2016 con una disponibilità totale di 2020 metri lineari di banchina”.
Da qui la necessità di “disporre di un’ulteriore fase transitoria per consentire il completamento delle opere, affidando l’uso in concessione della totalità delle stesse a nuovi operatori e per armonizzare i nuovi piani industriali con le nuove e diverse professionalità richieste”. Per questo CGil, Cisl, Uil chiedono “l’immediata convocazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per trattare le seguenti problematiche: proroga del trattamento di cassa integrazione per tutti i lavoratori per ulteriori 12 mesi; avvio della fase di formazione e/o riqualificazione dei lavoratori nella previsione di un’immediata ricollocazione al lavoro degli stessi, valutando anche come tale elemento costituisse parte integrante dell’accordo raggiunto l’ 11 settembre scorso; definizione degli elementi normativi (clausola sociale) per la ricollocazione prioritaria degli stessi nell’ambito dell’area di crisi industriale complessa di Taranto“.