Sul Pezzo
Tamburrano sindaco di Taranto? Dal partito della Nazione al partito della Provincia
Nel giorno del Consiglio comunale monotematico, che differisce dagli altri solitamente monotoni o monocorde, rimbalza sempre più corposa, e sempre meno convincente (chiariamoci subito!), la voce riguardante la possibile candidatura a sindaco dell’attuale presidente della Provincia, Martino Tamburrano.
E’ appena il caso di mettere in fila alcuni tasselli prima di giungere alla conclusione logica che una notizia (…che striscia da mesi sui pavimenti dei corridoi delle più anguste segreterie dei partiti che furono) impone:
Martino Tamburrano, al momento, è sindaco di Massafra e sta per chiudere il suo secondo mandato. Da due anni è anche presidente della Provincia. Anzi, adesso il facente funzioni è il suo vice Azzaro (Pd) perché Forza Italia ha candidato il quasi ex primo cittadino a consigliere comunale.
La sua elezione a presidente della Provincia di Taranto (un sistema elettorale grazie al quale i partiti e i loro eletti nei Comuni se la suonano e se la cantano senza interpellare l’elettorato) è stata il frutto dell’accordo Pd-Forza Italia: caso raro all’epoca dei fatti. Oggi, è invece consuetudine sotto l’effige di Alfano (intanto divenuto Ncd) e Verdini, l’ala sinistra (aggettivo) della maggioranza non dichiarata di Renzi.
Dunque, quello comunemente definito Partito della Nazione, ovvero il consociativismo a cui la stampa filorenziana ha dato un nome spendibile, a Taranto prese subito la forma del Partito della Provincia. Esperimento riuscito solo nella forma.. perché nella sostanza la vicenda Isolaverde narra il contrario. Sono tutti là,tranquilli e arruolati, incaricati e non. Compatti e inamovibili.
Fa niente che la conferenza dei sindaci non serva a nulla (quando i sindaci si presentano alle riunioni: per la Soprintendenza lo stesso Tamburrano contò piccato gli assenti).
Fa niente che la Provincia non abbia i fondi nemmeno per lagnarsi di se stessa (non sono state cancellate, sono state depotenziate e agli italiani è stato tolto il diritto di voto).
Fa pure niente che scuole e strade siano a pezzi: il presidente della Provincia viene letto come la buona sintesi del potere politico precostituito, sperimentato negli anni, allenato alle gare improbabili, abituato a navigare nei mari tumultuosi del centrodestra e fine conoscitore dei progenitori del Pd, i socialisti e i democristiani tornati in auge dopo venti anni di oblìo.
Ciò che fu Gianni Florido nel 2004 per la sinistra che superò il centrodestra di Tucci (il valore aggiunto, chi se lo ricorda?), ciò che per D’Alema sembrò lo stesso Florido nel 2007 (anche lui allora presidente della Provincia) oggi per il Pd, Forza Italia e parte del centrodestra che a Taranto non tocca palla dal 2005 (ultima schiacciante vittoria di Rossana di Bello sul rassegnato in partenza Vico) potrebbe essere Tamburrano: il candidato giusto per questa fase complessa.
Un sindaco di Taranto, questa la visione dei maggiorenti già al lavoro su questa ipotesi, che giunge da Massafra (si è allenato da primo cittadino per dieci anni); dal 1999 al 2004 è stato vice di Rana in Provincia; tra 2004 e 2013 oppositore misurato e feroce, a seconda delle scelte, della giunta Florido. Infine, nei panni di sindaco di Massafra, il garante della prima fusione a freddo tra renziani e berlusconiani.
Ecco perché è alta la probabilità che l’esperimento possa essere trasferito a Taranto, l’anno prossimo.
Dimenticavamo: E se non fosse lui? Chi mai potrebbe essere il candidato sindaco del centrodestra-sinistra? Forse è questo il vero problema… ma in questo caso Tamburrano sarebbe il candidato possibile nel momento peggiore.