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La Provincia di Taranto non ha i soldi per comprare i toner. E il collocamento… non colloca!

Pubblicato | da Angelo Di Leo
Ci ha scritto un cittadino, tramite Fb, tre giorni fa. Come professione impone, ci siamo messi in moto per verificare la notizia.
Non è stato difficile: il riscontro è di quelli oggettivi, inappellabili, chiari, netti. Ci è apparso di fronte come raramente capita.
Ma andiamo per ordine. “Mancano i toner per poter stampare i vari stati documenti. La Provincia non fornisce più i toner da una settimana. Stamattina c’era grande tensione. La procedura prevede che le aziende, prima di assumere, chiedono due modelli: stato occupazionale aggiornato degli ultimi sei mesi e lo storico lavorativo”. Questo il messaggio del nostro lettore, che prima di congedarsi, aggiungeva:  “…gente in fila dalle 4 e mezza e, con un imminente assunzione, si vede dire no e se la prende purtroppo con i dipendenti che, tra l’altro, non percepiscono lo stipendio da vari mesi“.
Che l’Ufficio per l’Impiego fosse in difficoltà, a Taranto e non solo, lo si sapeva da tempo. Non eravamo al corrente della difficoltà sugli stipendi, però. Ma sapevamo che la riforma delle Province, e tutti gli annessi e i connessi legati al crac di Isolaverde (una ventina di dipendenti della multiservizi erano distaccati al Collocamento) hanno peggiorato un quadro già grigio di questo servizio strategico ma zoppicante.
Ieri mattina, nel corso della riunione con i sindacati svolta nella sala Giunta, il segretario generale della Provincia, D’Arcangelo, accennando alle difficoltà finanziarie dell’ente, ha sommessamente affermato: “Si corre il rischio di non poter pagare gli stipendi tra qualche mese. Ma non solo per i prof del Paisiello (la cui mobilità era tema dell’incontro, ndr) ma per tutti. L’ente non è in grado nemmeno di comprare i toner“.
Dunque, la riforma a metà delle province (in attesa del referendum sulla riforma costituzionale  che potrebbe o meno cancellarle per sempre) ha generato confusione di competenze (si pensi alla vicenda del concorso per guide turistiche) ha impoverito le casse (280 dipendenti non sono pochi !) ha ridotto la capacità di azione sul territorio (lavoro, strade, scuole… ambiente), ha strappato ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti… ma ha dato al Paese l’impressione di aver tagliato i costi.
E, non ultima in ordine di importanza, la sorte dell’istituto musicale Paisiello che andrebbe nazionalizzato per essere salvato. Una corsa contro il tempo che allo start non vede grandi idee lungo tutte le corsie.
Intanto, ci sono cittadini in procinto di essere assunti che non possono avere la documentazione necessaria dal Collocamento… perché in ufficio manca il toner. Un servizio essenziale e pubblico interrotto! L’ennesimo, a Taranto.