Precariopoli
Usb Taranto denuncia ArcelorMittal Italia: contratto violato
“Arcelor Mittal non rispetta l’accordo ratificato con i sindacati”. Francesco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb Taranto, va dritto al punto. A suo avviso il gruppo che ha rilevato gli impianti siderurgici ex Ilva sarebbe responsabile di una serie di inottemperanze rispetto agli impegni assunti all’atto dell’acquisto dell’azienda.
“Abbiamo dato mandato al nostro avvocato, Mario Soggia, per avviare una procedura legale con una formale denuncia nei confronti di ArcelorMittal in relazione al piano occupazionale per l’intero personale della società Ilva”, spiega Rizzo.
“L’accordo non prevede 8200 persone impiegate fino al 2023 – aggiunge il sindacalista – lo spirito dell’accordo prevedeva che il numero dei lavoratori sarebbe cresciuto con la risalita della produzione ed in maniera direttamente proporzionale ai lavori previsti dall’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) che vengono realizzati in aggiunta alle operazioni di manutenzione poste sugli impianti. Noi non abbiamo concordato nessuna terzializzazione. Invece, ad oggi, hanno azzerato alcune attività sostituendo i lavoratori dello stabilimento con lavoratori di aziende dell’indotto operando ed attuando, di fatto, un abbattimento del costo del lavoro”.
“Ancor prima di spendere soldi per migliorare la situazione impiantistica e ambientale – continua la nota stampa di Usb Taranto – Arcelor massimizza i profitti sulla pelle dei lavoratori. Se questa è la linea che ArcelorMittal vuole attuare siamo sicuri che non tarderà ad arrivare l’ennesima stretta per le aziende dell’indotto, oppure si verificherà l’ennesimo carico ai danni dei lavoratori, cioè l’ennesima riduzione economica nei contratti”.
Secondo Usb l’accordo ha “propositi definiti, chiari e semplici: cioè dare attuazione al miglioramento delle condizioni ambientali e impiantistiche dello stabilimento, assicurare la tutela dell’occupazione, del reddito dei lavoratori ed infine la tutela dell’economia locale attraverso l’indotto. Ci sentiamo traditi perché in materia di sicurezza sul lavoro e di tutela ambientale a decidere della vita dei lavoratori ci sono delle persone che non dovrebbero essere nel ruolo che oggi ricoprono perché coinvolti in gravi procedimenti penali a loro carico in materia di sicurezza del lavoro o di ambiente”.