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UilTrasporti: “Il Governo già conosce la vicenda degli ex Tct”

Pubblicato | da Redazione

“Ben venga l’interessamento dei parlamentari tarantini M5S sulla questione degli oltre 400 lavoratori ex Taranto container terminal ora in carico all’Agenzia per il lavoro portuale, ma vorremmo ricordare che noi, come sindacati dei trasporti, la questione l’abbiamo sottoposta ai ministri Di Maio, Lezzi e Toninelli, tutti dell’M5s, informando anche il governatore pugliese Emiliano, lo scorso 7 novembre e non abbiamo mai ricevuto risposta”. Lo afferma Carmelo Sasso, segretario generale della UilTrasporti  di Taranto, in una dichiarazione riportata dall’agenzia Agi.

La sortita del sindacalista è riferita alla riunione in programma oggi tra la Cgil e alcuni parlamentari ionici del M5S. “Quello che chiediamo da tempo, sperando di essere finalmente ascoltati, è un riallineamento temporale dell’Agenzia e della relativa copertura visto che nel porto di Taranto siamo partiti un anno dopo – afferma Sasso – Non c’é bisogno di chissà che, i fondi ci sono, vanno salvaguardati, bisogna solo rivedere le tempistiche. C’è già un sub emendamento al Senato dell’esponente Pd, Bellanova, che si è incontrata giorni fa con noi ed ha colto subito questa necessità”.

Il decreto legge di fine 2016 che ha istituito le Agenzie per il lavoro portuale negli scali meridionali di transhipment (Taranto, Gioia Tauro e Cagliari) aveva previsto che questo strumento, messo in cantiere per offrire copertura di reddito al personale disoccupato e favorirne soprattutto il reinserimento lavorativo in nuove attività o in nuove imprese insediate nei porti, partisse già dall’anno successivo. E infatti, dice Sasso della Uil Trasporti citando la lettera unitaria a Di Maio, Lezzi e Toninelli, anche per la “Taranto Port Workers Agency” si stabiliva “decorrenza immediata dall’anno 2017 e con durata e finanziamento triennali”.

“In realtà cosa è accaduto? Che l’efficacia della stessa TPWA e la relativa presa in carico dei lavoratori all’interno degli elenchi da essa detenuti – aggiunge Sasso all’Agi – ha avuto inizio dal giorno 8 gennaio 2018. E quindi, al fine di non vanificare i positivi effetti della norma e della stessa Taranto Port Workers Agency, i sindacati hanno unitariamente chiesto ai ministri la modifica dell’art. 4 del decreto legge 29 dicembre 2016 n. 243, come modificato con legge di conversione 27 febbraio 2018 comma 4, con particolare riferimento all’articolo 4 commi 7 e 9”.

La richiesta, spiega Sasso all’Agenzia giornalistica Italia, è stata motivata “con la necessità, non più rimandabile, di allineamento dei tempi di ripartenza delle attività portuali anche alla luce della procedura di assegnazione della concessione del compendio denominato “molo polisettoriale”, tutt’oggi in via di valutazione, e della prevista prossima ricollocazione dei lavoratori, con l’esaurimento degli effetti dello strumento normativo”. “Inoltre, le esigenze di “protezione” delle figure professionali collocate nella TPWA e di aggiornamento delle loro competenze che hanno motivato la realizzazione della norma – prosegue Sasso in riferimento al dl -, non sono ad oggi cessate, necessitando, quindi, un allineamento dei termini temporali della stessa norma”. “Quanto chiesto – aggiunge Sasso citando ancora la lettera a Di Maio, Lezzi e Toninelli – ha anche il fine di rispettare pienamente lo spirito, le finalità ed i contenuti della intesa istituzionale sottoscritta a Palazzo Chigi tra le organizzazioni sindacali , le parti istituzionali ed il Governo il 27 luglio 2017 e che prevedeva una durata triennale, se non superiore dello strumento di legge”.