Precariopoli
Taranto, la ex Cementir chiude e licenzia tutti i lavoratori
Cemitaly spa ha formalmente avviato, con una nota aziendale del 10 ottobre 2018, la procedura di licenziamento collettivo per 67 lavoratori (l’intero organico ancora in servizio, ndr), per cessazione totale dell’attività dello stabilimento ex Cementir di Taranto. I dipendenti, attualmente sono in cassa integrazione straordinaria fino al prossimo 21 dicembre. Secondo quanto riportato nel documento la decisione sarebbe stata causata dalla crisi del settore delle costruzioni che ha determinato “una significativa contrazione della domanda di materiali da costruzione e quindi anche della domanda di cementi”.
La vertenza è stata al centro di un incontro chiesto dalle segreterie provinciali di Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl svoltasi questa mattina nella sede di Confindustria di Taranto. I sindacati hanno chiesto la sospensione della procedura di licenziamento collettivo e il “ricorso a strumenti alternativi, con preciso riferimento alla proroga della cassa integrazione straordinaria per le aziende operanti nelle aree di crisi industriale complessa”. La società ha preso atto delle richieste avanzate e “si è resa disponibile a verificare nel corso della procedura, la sussistenza di suddetti ammortizzatori”.
Il confronto a Taranto riprenderà il 19 ottobre 2018, sempre nella sede di Confindustria. Per il 23 ottobre, invece, è fissato un incontro al Ministero del Lavoro. Già nel 2013 la società aveva chiuso l’area a caldo dello stabilimento ionico con conseguente riduzione degli organici. Ad aggravare la crisi è intervenuta, secondo quanto sostiene l’azienda, “l’impossibilità di rifornirsi di loppa d’altoforno dal limitrofo stabilimento Ilva verificatasi nel 2018, nonchè l’impossibilità di reperire sul mercato tale materia prima a costi sostenibili”. Questa condizione ha “determinato la sospensione a tempo indeterminato di tutte le attività di produzione sviluppate nello stabilimento di Taranto”.
Francesco Bardinella, segretario generale della Fillea Cgil ionica, nel commentare la vertenza, con un tweet chiede di “scongiurare i licenziamenti annunciati da Cemitaly per i 67 lavoratori del sito di Taranto (ex Cementir) attraverso la proroga della cassa integrazione straordinaria per le aree di crisi complessa, così come chiesto da Feneal, Filca, Fillea”. Il sindacalista evidenzia che sono “a rischio lavoro e bonifica nel totale disinteresse dei parlamentari eletti a Taranto”. (Nella foto una manifestazione dei lavoratori ex Cementir sotto la sede della Prefettura – repertorio)