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Taranto, 3000 occupati in meno in edilizia. Lunedì sciopero

Pubblicato | da Redazione

Tra il 2010 ed il 2016 il settore dell’edilizia nella provincia di Taranto ha visto quasi dimezzata la sua forza lavoro, che è passata da 6.200 occupati nel 2010 agli attuali 3.500; riaffiora inoltre il problema del precariato, del lavoro nero ed illegale e degli infortuni sul lavoro. Anche per questo i lavoratori edili tarantini  incroceranno le braccia il 18 dicembre 2017 nell’ambito dello sciopero nazionale indetto da FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil.

“Chiediamo aumenti salariali in linea con gli altri settori  – dice Francesco Bardinella, segretario generale della Fillea Cgil di Taranto – finalizzati anche ad aiutare una ripresa dei consumi al servizio del Paese; difesa e riforma delle Casse Edili a tutela di tutti i lavoratori (operai, impiegati, ecc.), contro il lavoro nero e per sostenere le imprese più serie contro la concorrenza sleale e il dumping; più sicurezza sui posti di lavoro, contro gli infortuni e gli incidenti mortali che, drammaticamente, crescono ogni giorno di più; creazione di un Fondo Sanitario Integrativo Nazionale per tutelare sempre di più il diritto alla salute e alla prevenzione; potenziamento del Fondo integrativo per il Pensionamento anticipato, dando la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e creare così occasioni di lavoro, di qualità, per tanti giovani”.

Manifestazioni interregionali sono in programma a Padova, Torino, Roma, Napoli, Palermo e Cagliari. Alla manifestazione di Napoli parteciperanno anche i lavoratori edili della provincia di Taranto. “Il crollo dell’occupazione – ricorda Bardinella – è, tra l’altro, al centro di un tavolo specifico istituito dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano che ha tra gli obiettivi prioritari quello di istituire il riconoscimento del valore di congruità del costo della manodopera sul valore dell’opera, per contrastare i fenomeni di illegalità anche alla luce dell’avvio delle opere previste dal CIS per Taranto e più in generale per tutti i cantieri pubblici. Importante anche la presenza alla manifestazione di Napoli di numerosi lavoratori edili dell’appalto Ilva, colpiti dalla grande incertezza sul futuro dello stabilimento siderurgico”.