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Reddito di dignità, la Puglia ci prova: ecco chi potrà accedere

Pubblicato | da Redazione

Non è il vecchio e caro, alla sinistra ultradecennale, salario minimo garantito. Tantomeno è il reddito di cittadinanza targato CinqueStelle. L’idea di Emiliano tenta una via di mezzo slegandola dall’anagrafe, legandola piuttosto alla condizione familiare, tentando il finanziamento di una fase cuscinetto che porti, magari, alla ricollocazione lavorativa.

Se ne sta parlando nelle commissioni del Consiglio regionale pugliese e se ne parlerà ancora per settimane, visto che dal 13 gennaio la Regione chiamerà in audizione sindacati e parti sociali per condividere una bozza da portare poi in aula entro la prossima primavera. Come si legge nella relazione introduttiva al disegno di legge, si tratta di una misura “di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale che si caratterizza per l’universalità, per il riferimento alle risorse economiche familiari e per la previsione di un percorso di attivazione economica e sociale dei beneficiari”. Il beneficio economico ammonta ad un massimo di 600 euro mensili per una famiglia con risorse economiche inferiori alla soglia reddituale e patrimoniale (non superiore ai 3000 euro) e in condizioni di specifica fragilità economica e sociale (giovani e giovani coppie con figli minori, disoccupati, famiglie numerose). Accanto all’aiuto economico si prevede un programma di inserimento sociale e lavorativo e l’accesso ad opportunità formative. L’erogazione del contributo è condizionata ad un “patto di inclusione sociale sottoscritto tra il soggetto beneficiario e l’Ambito territoriale sociale di riferimento. Il Patto è condizione per la fruizione del beneficio, è differenziato a seconda delle caratteristiche individuali ed è finalizzato ad una presa in carico complessiva del nucleo familiare. Sono previsti meccanismi per disincentivare comportamenti opportunistici e elusivi (clausole di sospensione e revoca). L’intervento sarà attuato mediante una procedura “a sportello” si legge tra le carte di via Capruzzi.

Stamattina, il governatore Emiliano ha illustrato il provvedimento in III e VI commissione.  Gli interventi dei commissari di opposizione (Luigi Morgante, Francesco Ventola, Andrea Caroppo, Gianluca Bozzetti, Ignazio Zullo) hanno fatto emergere alcune perplessità. Le commissioni, come detto, torneranno a riunirsi il 13 gennaio per avviare la fase di ascolto delle organizzazioni sindacali e delle parti sociali che hanno fatto richiesta di essere ascoltate.