Skip to main content

Ilva, Di Maio chiede modifiche al contratto con Arcelor Mittal

Pubblicato | da Redazione

Il sindacato Usb giudica positivo l’incontro con il ministro Lugi Di Maio, svoltosi nella sede del Ministero ello Sviluppo Economico.  “E’ stato un incontro proficuo – afferma Sergio Bellavita – in cui il ministro ci ha proposto un percorso che va nella direzione che abbiamo più volte sollecitato e cioè che il Governo deve rivedere il contratto di cessione di Arcelor Mittal, sulla questione ambientale e sulle garanzie occupazionali. Da questo punto di vista oggi possiamo ritenerci soddisfatti della posizione del ministro. Abbiamo comunque sollecitato che venga fatta luce in maniera pubblica su tutti questi passaggi, perché la città di Taranto ha il diritto di conoscere nel dettaglio il piano ambientale e quale sarà il suo futuro”.

Usb ha riproposto la richiesta di “garanzie occupazionali anche per l’indotto, chiedendo una riapertura veloce del tavolo. Inoltre, il ministro Di Maio ha anche assicurato che a fine luglio saranno saldati tutti i debiti che l’amministrazione straordinaria ha oggi con le aziende”. Per il coordinatore provinciale dell’Usb Taranto, Francesco Rizzo è stato “un incontro postivo. Il ministro vuole metterci nelle condizioni di fare una trattativa, sbloccando alcune questioni e facendo chiarezza anche su una serie di aspetti ancora in ombra, di rendere pubblico il piano industriale, nonostante la contraria volontà di Mittal”.

Secondo quanto riferisce Rizzo, Di Maio starebbe lavorando per ottenere da Arcelor Mittal “più garanzie sul piano ambientale e per i lavoratori. Anche perché nelle carte il ministro ha rilevato una serie di omissis e lui per primo vuole chiarezza in una situazione come questa, di un’importanza estrema”.

Maurizio Landini (Cgil) e Francesca Re David (Fiom Cgil), al termine dell’incontro con Di Maio riferiscono che “il Governo ci ha informato che ha chiesto modifiche ad ArcelorMittal sul piano occupazionale e sulle tempistiche di realizzazione sul piano ambientale e sull’utilizzo di nuove tecnologie; e l’azienda si è resa disponibile a formulare nuove proposte.  Queste modifiche, da noi condivise, sono la precondizione
per riavviare il negoziato. Infatti, per quanto ci riguarda, sono imprescindibili l’assenza di licenziamenti e garanzie per i lavoratori diretti e dell’indotto, la certezza, la trasparenza e la riduzione dei tempi degli investimenti per le migliori tecnologie produttive e l’avvio di un reale processo di bonifica aziendale e del territorio di Taranto, e il rispetto dei contenuti dell’accordo di programma di Genova.

Inoltre, abbiamo ribadito, come elemento di garanzia e di controllo pubblico, l’ingresso nell’assetto societario di quote significative di Cassa Depositi e Prestiti. Il mese di luglio è per noi il tempo nel quale verificare l’esistenza delle condizioni per la ripresa della trattativa, finalizzata a raggiungere un’intesa, la quale dovrà essere sottoposta al giudizio e al voto vincolante delle lavoratrici e dei lavoratori di tutto il Gruppo”.