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Ilva Taranto, tra scioperi e trattative. Sale la tensione.

Pubblicato | da Redazione

Sale la tensione sulla vertenza Ilva. A Roma, nella sede del Ministero allo Sviluppo economico, Governo, AmInvestCo, commissari straordinari Ilva e sindacati riprendono la trattativa sul piano industriale presentato dal nuovo acquirente che prevede circa 4300 esuberi sul territorio nazionale, di cui oltre 3000 nel solo stabilimento di Taranto. Un confronto dal quale sono stati esclusi Regione Puglia e Comune di Taranto che proprio ieri hanno avuto un confronto con il ministro Carlo Calenda.

In concomitanza con la ripresa del negoziato, l‘Usb ha indetto una giornata di sciopero per oggi. E nelle prime ore del mattino delegati e iscritti Usb hanno occupato la direzione dello stabilimento siderurgico di Taranto. “La protesta odierna – spiega Franco Rizzo, coordinatore provinciale del sindacato – è in continuità con ciò che abbiamo dichiarato da sempre, ovvero non siamo disponibili a cedere nulla a chi pensa di venire a Taranto e svendere la saluta della città, delle imprese locali e il reddito dei lavoratori. Occupando la direzione dell’Ilva ribadiamo con forza che non siamo disponibili all’applicazione del jobs act, allo sconto dell’azienda, a cedere i diritti acquisiti. Vogliamo l’abbattimento della tempistica AIA, vogliamo l’introduzione del danno sanitario vincolante”.

L’Usb respinge con forza anche “la decisione del Governo di tenere fuori le istituzioni locali e regionali, perché la trattativa Ilva non è la classica della piccola azienda con il sindacato, ma si tratta di un’azienda le cui decisioni potranno determinare in bene o in male i prossimi venti-trenta anni di una comunità intera sia dal punto di vista dell’ambiente, che della salute, economico. Pensiamo che sia una partita da giocare su un tavolo unico con tutti gli attori presenti partendo dal fatto che non faremo un solo passo indietro sulla salute e sui diritti acquisiti dai lavoratori in questi anni. Al contrario sarà battaglia”.

Ieri si è svolto anche il consiglio di fabbrica di Fim, Fiom, Uilm che ha confermato, si legge nel documento finale “la posizione unitaria del 09/10/17 e la piattaforma in cui ci si dichiarava totalmente contrari alle condizioni di apertura della procedura ex art 47. Qualora nell’incontro al Mise del 31/10/17 le condizioni di partenza non saranno modificate, si proclamerà lo sciopero per giorno 03/11/17. Contrariamente, nel caso in cui nell’incontro sopraggiungeranno elementi di novità e variazioni alla procedura, riuniremo nuovamente il Consiglio di fabbrica per fornire gli aggiornamenti e valutare le iniziative opportune”.