Precariopoli
Ilva Taranto, 400 esuberi in meno. “Solidarietà” per un altro anno
Scende da 3519 a 3095 il numero massimo di unità da collocare in Contratto di solidarietà all’Ilva di Taranto. Lo hanno deciso sindacati e Ilva con un verbale d’accordo che entrerà in vigore dal 3 marzo 2016 ed avrà validità sino al 2 marzo 2017. Fatti salvi tutti gli elementi retributivi quali la maturazione della tredicesima mensilitá, i premi, le ferie, la quattordicesima, nella misura del 70%.
“Riteniamo di aver sottoscritto un accordo che ancora una volta, nonostante le difficoltà, mette al sicuro il salario dei lavoratori e, riducendo in numero massimo, dà anche un messaggio di prospettiva futura”.
Questo il commento di Antonio Talò, segretario generale Uilm Taranto secondo il quale “adesso la questione è nelle mani del Governo che, per noi, rimane l’unico interlocutore, l’unico garante del futuro. Al Governo abbiamo trasferito, anche con la grande manifestazione dello scorso 10 febbraio – che ha visto insieme lavoratori dell’Ilva, dell’appalto, dell’indotto, Istituzioni (Regione, Provincia, Comuni jonici) e rappresentanti politici –, le esigenze dell’acciaieria jonica e del territorio provinciale tutto. È indispensabile continuare su questa strada, mantenendo unirà d’intenti e lasciando definitivamente da parte pregiudizi e azioni populistiche. Un’altra Ilva si può fare, si deve fare; noi ci crediamo fermamente, e devono fare altrettanto tutti coloro che vogliono il bene della Città, del Territorio jonico”.
Anche la Fim Cisl esprime soddisfazione per l’accordo. Il segretario generale Valerio D’Alò spiega che per “quanto riguarda le aree maggiormente colpite (laminazione, tubifici ,erw) si è concordato di istituire incontri bimestrali con le Rsu, a partire dalla data della sottoscrizione dell’accordo, al fine di monitorare l’andamento delle sospensioni dei lavoratori della stessa area, prevedendo percorsi specifici di formazione degli stessi, per mansioni fungibili, equivalenti o diverse, con rotazioni del personale e ricollocazione in altre aree dello stabilimento, al fine di garantire agli stessi lavoratori,una percentuale lavorativa del 30% annuale”.