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Ilva, rinviato l’incontro al Mise. Proteste del sindacato

Pubblicato | da Redazione

Tarda a riprendere il confronto sull’Ilva. L’incontro al Ministero dello sviluppo economico, fissato per il prossimo 15 settembre è stato rinviato. Uno slittamento a lunedì 9 ottobre 2017, sempre nella sede del Mise. Il rinvio sta già suscitando forti critiche delle organizzazioni sindacali.

Secondo il segretario generale provinciale della Uilm di Taranto Antonio Talò “è profondamente sbagliato rinviare, perché lo stabilimento siderurgico di Taranto ha bisogno di interventi urgenti di manutenzione. Ogni giorno, infatti, c’è un pezzo dell’impianto che si ferma o ha necessità urgente di manutenzione; di conseguenza, aumentano i lavoratori in cassa integrazione, con disagi sopratutto economici, non più sopportabili, così come riteniamo sia grave non entrare nel merito delle questioni del piano industriale. Se il Governo e i nuovi investitori del gruppo Am Investco Italy pensano di portarci ad una discussione sul “prendere o lasciare”, sappiamo che non siamo e non saremo mai d’accordo, se quanto detto e scritto sino ad oggi non sarà attuato”.

“Ricordiamo – aggiunge il sindacalista – che, nelle nostre richieste, c’è l’attuazione delle prescrizioni dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, in maniera completa. Gli interventi di tipo ambientale dovranno essere attuati in tempi molto più brevi rispetto a quelli, invece, ipotizzati dalla società, secondo le linee guida tracciate dalla stessa Aia. Non si tocchi, infine, nessun posto di lavoro, comprese le maestranze dell’indotto siderurgico. I piani ambientale ed industriale ed il percorso dovranno seguire questa direzione; oppure, per quanto riguarda la Uilm, non ci sarà nessuna trattativa. Il Governo sa, da tempo, che Taranto e i lavoratori hanno già dato, in termini ambientali, sanitari ed economici. Quindi, dal prossimo confronto, rinviato al 9 ottobre, attendiamo risposte concrete. Basta con gli annunci e con i decreti. E’ l’ora del ‘fare’. Taranto, il territorio ionico, i cittadini tarantini, i lavoratori, dovranno essere ‘risarciti’, oppure sarà mobilitazione”.