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Ilva, Mittal corregge il tiro. Il Consiglio regionale si riunisce a Taranto?

Pubblicato | da Michele Tursi

Arcelor Mittal cerca di smorzare i toni e sull’Ilva dichiara di volersi occupare seriamente di lavoro. Il giorno dopo la rottura del tavolo convocato al Mise, il Ceo Europa del colosso indiano, Aditya Mittal aggiusta il tiro e a Cernobbio parla della necessità di una corretta gestione del rapporto con tutti gli stakeholder. Il dirigente ricorda le difficoltà attraversate dall’acciaieria di Taranto e si avventura anche in un pistolotto a sfondo sanitario-ambientale sulle sofferenze dei tarantini che si conclude con l’immancabile promessa:  il nostro lavoro come nuovi investitori è, prima di tutto, di migliorare queste condizioni.

A parte le dichiarazioni del maggiore azionista di AmInvestCo (l’altro è l’italiana Marcegaglia), sul tavolo resta la dichiarazione di oltre 4000 esuberi, di cui 3300 a Taranto e l’azzeramento delle condizioni contrattuali per i dipendenti che verrebbero riassunti con le norme previste dal jobs act, senza anzianità e altri bonus con una perdita netta di reddito di circa 7000 euro annui. Ed a questo è rivolta l’attenzione dei sindacati di categoria.

Oggi riunione del consiglio di fabbrica a Taranto. I lavori si sono aperti con un minuto di raccoglimento in memoria delle recenti vittime del lavoro. Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno ribadito che non si accontenteranno della correzione della parte retribuitiva e chiedono “garanzie sugli aspetti ocupazionali, degli investimenti, nelle opere di risnamento ambientale e di rilancio del sito produttivo di Taranto, indotto compreso, anello fortemente penalizzato di tutta questa vicenda”. I sindacati spingono sul tema delle bonifiche e chiedono che “commissari e governo facciano immediatamente chiarezza” sull’argomento la cui gestione è affidata a Ilva in amministrazione straordinaria. Il consiglio di fabbrica vuole conoscere “le modalità con cui i lavoratori dovranno svolgere le attività e le garanzie per il futuro”.

Nel documento finale siglato da Fim, Fiom, Uilm e Usb c’è anche una parte rivolta alla politica. Il sindacato punta a coinvolgere le istituzioni nella vertenza Ilva (Regione, Provincia, Comuni) e “chiede al sindaco di Taranto di farsi promotore e coordinatore di tutti i sindaci della provincia e di organizzare un incontro con le Rsu di Ilva e appalti/indotto”. Le federazioni dei metalmeccanici sembrano dare molta fiducia al primo cittadino anche se a giugno scorso ci furono grandi tensioni. Melucci, infatti, pochi giorni dopo la sua elezione non partecipò alla riunione del Consiglio di fabbrica che si tenne nel Salone di rappresentanza della Provincia.

Intanto mercoledì l’on. Donatella Duranti interrogherà in Aula il Ministro dello Sviluppo Economico sulla vicenda Ilva, “in modo che il Governo chiarisca – spiega la parlamentare tarantina – le prossime mosse al fine di garantire il rilancio industriale, la tutela della salute e la tenuta occupazionale dei 14.000 lavoratori dell’Ilva di Taranto, di Genova, di Novi Ligure e Milano”.

Su proposta del consigliere regionale Gianni Liviano, è stata avanzata la richiesta di consiglio regionale monotematico dedicato all’Ilva. L’istanza è stata sottoscritta anche dai consiglieri Romano, Borraccino, Santorsola, Vizzino, Abaterusso, Vera, Pendinelli e Zinni. A ciò si unisce l’iniziativa dei consiglieri comunali Gina Lupo, Vittorio Mele, Gianni Cataldino e Piero Bitetti appartenenti ai gruppi consiliari Taranto bene comune e Taranto futuro prossimo che hanno chiesto al Presidente del Consiglio Comunale Lucio Lonoce di valutare insieme al Presidente del Consiglio Regionale l’opportunità di convocare un consiglio monotematico congiunto da tenersi presso palazzo di Città per trattare la cogente questione riguardante il futuro del centro siderurgico Ilva e il rispetto della dignità delle famiglie dei dipendenti. Lo stesso presidente del consiglio comunale, Lucio Lonoce ha convocato per mercoledì ​11 ottobre, la conferenza ​dei capigruppo​ ​per discutere e valutare le azioni da intraprendere.