Precariopoli
Ilva, che fine ha fatto la formazione per i cassintegrati?
Che fine hanno fatto la formazione professionale ed i corsi di aggiornamento per i dipendenti Ilva collocati in cassa integrazione? A chiederlo sono le segreterie di Fim, Fiom e Uilm di Taranto in una lettera inviata alla Regione Puglia e, per conoscenza, a Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal Italia.
I sindacati chiedono un incontro urgente con l’ente di via Capruzzi che, in verità, avrebbe dovuto convocare le parti entro il mese di gennaio, come da impegni assunti nella riunione svoltasi il 10 dicembre 2018. In particolare Fim, Fiom e Uilm sollecitano “la riattivazione del bando Regionale (ex avviso IV/2017) concernente l’inserimento in percorsi formativi e di riqualificazione di cassa integrati a zero ore per la rapida attuazione del bando formativo per il 2019. Il piano formativo è finalizzato ad un primo ed immediato percorso di aggiornamento e/o rinforzo del bagaglio di competenze professionali per i lavoratori Ilva in Amministrazione Straordinaria per (Integrazione al reddito) a zero ore”.
Sullo stesso tema interviene il segretario generale aggiunto della Fim Cisl di Taranto e Brindisi Biagio Prisciano. “I lavoratori di Ilva in Amministrazione Straordinaria, in Cassa integrazione straordinaria da novembre dello scorso anno – afferma il sindacalista – non possono rimanere abbandonati al proprio destino. Occorre coinvolgerli in processi di riqualificazione professionale. Già da novembre abbiamo avviato una serie di incontri presso la Regione Puglia, affinché si dia avvio ai progetti di formazione e di riqualificazione professionale per questi lavoratori. Ad oggi, nonostante gli impegni assunti a più livelli, nulla si è visto al riguardo. Tutto è fermo”.
“Per noi – conclude Prisciano – l’attenzione verso i lavoratori di Ilva in AS rimane alta. Occorre continuare a mettere in campo ogni azione possibile. Questi lavoratori devono rimanere al centro dell’attenzione anche di tutte le istituzioni, affinché insieme agli impegni evidenziati, possa essere anche salvaguardata la loro dignità anche nell’ambito della famiglia. Pertanto, chiediamo alla Regione Puglia una riapertura imminente del Tavolo di concertazione”.