Precariopoli
Ilva, c’è chi dice no
Assemblee in corso nel centro siderurgico di Taranto. L’intesa firmata da Fim, Fiom, Uilm, Usb e Arcelor Mittal, viene illustrata nei contenuti e sottoposta alla valutazione dei lavoratori. Una consultazione che dovrebbe concludersi con l’approvazione dell’accordo. Non mancano, però, sacche di dissenso. Flm Uniti Cub Taranto invita a votare no.
“A perdere – si legge in un comunicato stampa – sarà tutta la classe lavoratrice per le condizioni di sicurezza, di salute, di altri diritti a cui dovrà rinunciare pur di sperare in un posto di lavoro. A perdere saranno tutti i cittadini, non solo quelli di Taranto, perché questo accordo ratifica la limitazione al diritto alla salute e ad un ambiente salubre, sacrificati all’altare del profitto. Non si fermano le fonti inquinanti, sequestrate dalla magistratura già nel 2012; Nessun piano per rimuovere l’enorme quantità di amianto, ancora presente nel sito ILVA di Taranto; Resta l’immunità penale: nessun colpevole per malattia e morte che potranno continuare a colpire lavoratori e cittadini del territorio; Confermati circa 3000 esuberi, già dichiarati e accettati dai sindacati con la Cassa Integrazione un anno fa”.
“L’attacco pesantissimo sferrato alle condizioni di vita e di lavoro non colpisce soltanto i lavoratori Ilva ed i cittadini di Taranto – continua Flm Uniti Cub – le parti che hanno sottoscritto questo accordo hanno condannato i lavoratori tutti a sottomettere alle esigenze produttive i diritti fondamentali e irrinunciabili. Hanno condannato un’intera città, che tanto ha già pagato e tanto sta pagando, per colpa di fonti inquinanti che non verranno chiuse, per bonifiche reali che non verranno realizzate”.