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Ilva, alta tensione. Assemblee in fabbrica. Aziende dell’indotto in agitazione

Pubblicato | da Redazione

Saranno giorni caldi per la vertenza Ilva. Sul versante sindacale sono in corso le assemblee in fabbrica indette dai sindacati. Ma non è questo l’unico fronte aperto. Forti tensioni si registrano nell’appalto Ilva. Domani le aziende incontreranno il presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo e, al termine della riunione, potrebbero essere assunte decisioni clamorose.

Le imprese dell’indotto lamentano il mancato pagamento di lavori già eseguiti. I commissari di Ilva in amministrazione straordinaria, a loro volta, lamentano la mancanza di liquidità. Un corto circuito che sta mettendo a dura prova un sistema dal quale traggono sostentamento migliaia di persone. Abbiamo raccolto la preoccupazione del presidente degli industriali ionici e la dichiarazione del presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Taranto Giovanni Patronelli.

Particolarmente critica è la situazione della Lacaita.  Secondo quanto riferiscono le Rsu i lavoratori “non percepiscono più lo stipendio con puntualità ogni fine mese. In questo quadro pur di conservare il posto di lavoro (in attesa di tempi migliori) si continua a lavorare, indebitandosi oltremodo”. Stamattina, però, gli operai hanno incrociato le braccia dichiarando lo sciopero per tutta la giornata. “In mancanza di risposte certe e celeri – si legge in un comunicato sindacale – i lavoratori prorogheranno lo stato di agitazione ad oltranza, non escludendo la richiesta di intervento da parte del Prefetto di Taranto”.