Precariopoli
Dietro front Ilva, richiamati dirigenti già liquidati
Esuberi all’Ilva, ma non per tutti. I commissari straordinari Piero Gnudi, Corrado Carruba ed Enrico Laghi hanno ridisegnato la struttura organizzativa del Gruppo. Lo hanno comunicato ai sindacati con un ordine di servizio. Fim, Fiom, Uilm non l’hanno presa bene. “Sono reintrodotte – scrivono congiuntamente le segreterie di fabbrica – figure apicali, già fuoriuscite da Ilva, che andranno ad incidere economicamente sul precario potere di spesa in capo alla Amministrazione Straordinaria“.
“In sostanza – spiega alla Ringhiera Francesco Brigati, della segreteria Fiom Cgil – ritroviamo in azienda, come consulenti esterni, persone che in Ilva hanno già lavorato e che sono state profumatamente liquidate”. Un dietro-front economicamente oneroso e, apparentemente, inspiegabile visto che, evidenziano Fim, Fiom, Uilm “sono già presenti professionalità, che si sono affermate nel corso degli anni, che ricoprono tali ruoli e funzioni”.
Quindi da un lato si fa fatica a recuperare le risorse economiche per manutenzioni e pezzi di ricambio in fabbrica, dall’altro non si esita ad arruolare figure esterne (ex Ilva) per mansioni che, secondo Fim, Fiom, Uilm, potrebbero essere svolte da professionalità interne. I sindacati sottolineano un altro aspetto. Le poche righe dell’ordine di servizio si aprono con una frase perentoria: “Tra pochi mesi saranno trasferiti ad Am Investco gli asset aziendali come previsto nel contratto di affitto con obbligo di acquisto”.
Prisciano (Fim), Brigati (Fiom) e Pallini (Uilm) definiscono “sconcertante” questo modus operandi perchè già prefigura “la conclusione del negoziato ancora in corso nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico”, scrivono nel comunicato. In ballo ci sono circa 5000 esuberi ed i trattamenti economici delle maestranze. “Una trattativa molto complicata – prosegue la nota congiunta – che ancora presenta notevoli distanze sui temi inerenti le questioni ambientali, occupazionali e di diritti normativi ed economici”.
Senza l’intesa tra sindacati e nuova proprietà non si potrà completare la cessione a Am Investco su cui grava il giudizio dinanzi al Tar sul piano ambientale e su cui non si è ancora ufficialmente espressa l’Antitrust europea. Il confronto con i sindacati proseguirà i prossimi 23 e 24 aprile.
Sempre di ieri un’altra notizia dal mondo Ilva: la ripartenza del Pla2 fermo da agosto del 2017. Si torna a produrre per effetto dell’acquisizione della commessa Cimolai per la copertura dei parchi minerali della stessa Ilva. Da gioire c’è ben poco: sarebbe stato paradossale rifornirsi di acciaio da un’altra parte. Per le Rsu Fim Cisl dell’area laminazione, Paolo Panarelli e Giovanni Laterza, si tratta comunque di “un primo segnale positivo verso i lavoratori di questo reparto, costretti da tempo a convivere con gli ammortizzatori sociali. Più che la durata della commessa che sarà di sole 4 settimane, è il segnale che c’è movimento, c’è la possibilità e la speranza che si ritorni alla normalità. Nello stesso tempo è un buon segnale per la città che, sotto il profilo ambientale, vede venire alla luce sul territorio un’opera attesa da molti anni seppure in fase ancora embrionale”.
Allarga il ragionamento Valerio D’Alò, segretario generale della Fim Cisl di Taranto-Brindisi. “Il tempo in questa vertenza resta una variabile non trascurabile e che non gioca a nostro favore, bisogna fare presto e bene. Di queste ore le notizie negative da parte delle ditte di appalto, alcune denunciano situazioni oramai allo stremo dovute ai crediti pregressi ante Amministrazione starordinaria e difficoltà con i pagamenti standard. Sono tutte partite che possono vedere una soluzione solo con la positiva conclusione della vertenza. Per il sindacato resta fondamentale la tutela dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto/appalto, la realizzazione del piano ambientale ed industriale – di cui chiederemo cronoprogramma di investimenti ed opere – e le garanzie sotto il profilo normativo e salariale dei dipendenti, tutto questo oggetto dei prossimi incontri al Mise”.