Precariopoli
Centri per l’impiego, anche a Taranto situazione critica
Con il varo del reddito di cittadinanza aumenterà il carico di lavoro per i centri per l’impiego. Anche a Taranto la situazione potrebbe diventare difficile da gestire. Se ne è occupata nei giorni scorsi la Cgil ionica che ha denunciato attese interminabili, lunghe file, sportelli chiusi e carenza di personale.
“Ci erano giunte una serie di segnalazioni – spiega Paolo Peluso, segretario generale della Cgil di Taranto – mentre il Governo stava per varare importanti provvedimenti di sostegno al reddito che in qualche maniera interesseranno anche i centri per l’impiego territoriali”.
Alle problematiche sollevate dalla Cgil ha risposto il responsabile del Centro per l’impiego di Taranto, Michele Coviello, che ha reso noti alcuni interventi di riorganizzazione del servizio tesi a sfoltire le file e a garantire un servizio più efficiente per gli utenti. “Dal 14 settembre del 2017, data del mio insediamento – spiega Coviello – alcuni documenti possono essere richiesti on line: dal modello C2 storico (certificazione attestante lo storico dei rapporti di lavoro), alla S.a.p. (scheda anagrafica professionale) contenente i dati relativi alla Did (dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro), passando per gli stati occupazionali validi e dalla copia del modello Unilav (comunicazione di assunzione, trasformazione, licenziamento inviate telematicamente dall’azienda)”.
“Inoltre – continua il responsabile del Centro per l’impiego – i percettori di Naspi o Dis-Coll (indennità mensile di disoccupazione), sempre attraverso l’invio di una mail, possono chiedere di sottoscrivere il Patto di Servizio personalizzato su appuntamento”. La disponibilità di Coviello è stata apprezzata dalla Cgil. “Speriamo vivamente – dice Peluso – che tutto possa subire ulteriori miglioramenti, considerato che tutto ciò avviene con lo sforzo del personale del Centro per l’impiego di Taranto, costretto ad operare sottorganico, in una struttura fatiscente e con strumentazioni obsolete”. (La foto a corredo di questo articolo è un fermo immagine del video realizzato dalla Cgil di Taranto https://www.youtube.com/watch?v=DWSN-gTBMp8)