Precariopoli
Settore Difesa in agitazione
C’è aria di mobilitazione sindacale all’Arsenale militare di Taranto. I sindacati nazionali del settore Difesa, infatti, insorgono contro il ministro Elisabetta Trenta per il mancato rispetto dell’impegno di assumere oltre duemila unità civili nell’area tecnico industriale. Si tratta di un comparto particolarmente delicato e importante. Proprio nei prossimi giorni nei bacini dell’Arsenale Militare di Taranto sosterà l’ammiraglia della flotta italiana: la portaerei Cavour, per lavori di ammodernamento e manutenzione che dureranno circa un anno.
“La ministra rispetti gli impegni o saremo costretti a dichiarare lo stato di agitazione nazionale del personale civile del Ministero della Difesa, a cui far seguire una possibile mobilitazione”, hanno tuonato Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa rivendicando un confronto con la titolare del dicastero della Difesa che abbia al centro la trattazione di alcune rilevanti questioni da affrontare al più presto, la più importante delle quali, scrivono, è “quella relativa ai drammatici bisogni di nuovo personale nell’area operativa e tecnico industriale della Difesa, di cui la stessa ministra si fece carico nell’ambito dell’intervento successivamente prodotto nelle Commissioni Difesa di Camera e Senato in seduta comune”.
Il piano straordinario di fabbisogno di personale civile messo a punto dalla Difesa, unitamente a quello ordinario, fanno sapere i sindacati, “mirava a conseguire l’assunzione di oltre 2.000 dipendenti: una notizia da noi accolta con grande soddisfazione, viste anche le numerose denunce avanzate nel corso degli ultimi anni in tal senso, a partire dall’esigenza di dare attuazione ad un programma volto alla soluzione delle a nose problematiche che stanno riducendo drammaticamente la capacità produttiva industriale dello Stato nella Difesa”.
Invece, rilevano le organizzazioni sindcali, “con nostra grande sorpresa constatiamo come non ci sia alcuna traccia di reale impegno, nei provvedimenti licenziati dal governo, sugli stanziamenti economici destinati alle assunzioni di personale civile nel Ministero della Difesa, mentre trovano piena soddisfazione i piani assunzionali presentati da altri Ministeri e Pubbliche Amministrazioni”. Per queste ragioni, rivendicando un incontro a breve, i sindacati affermano: “Diciamo alla ministra che confidavamo in ben altro risultato. Vengono ancora una volta tradite le aspettative ingenerate dall’assunzione di impegni precisi e circostanziata al tavolo di confronto da parte del vertice politico del dicastero della Difesa che i lavoratori non sono disposti a tollerare senza manifestare pubblicamente il proprio forte e condivisibile dissenso.