Precariopoli
Assunzione o cassa? Lunedì le comunicazioni. Lavoratori Ilva col fiato sospeso
Lavoratori Ilva col fiato sospeso. Lunedì 29 ottobre sapranno chi sarà assunto da AM InvestCo e chi, invece, sarà collocato in cassa integrazione con Ilva in amministrazione straordinaria come previsto dall’accordo del 6 settembre scorso. I lavoratori lo scopriranno collegandosi al portale interno o ricevendo la più tradizionale raccomandata. Nello stabilimento di Taranto, il sito produttivo più grande e importante, sono occupate 10.700 persone e sono previsti circa 2500 esuberi. In questi giorni, però, 400 hanno già sottoscritto l’esodo volontario accettando l’incentivo di 100mila euro lordi (77mila netti), altri 100 hanno manifestato la volontà di fare altrettanto.
La nuova proprietà assumerà 8.200 lavoratori, per cui gli esuberi si riducono a circa 2000 unità. “In pratica – spiega Franco Rizzo, coordinatore di Usb Taranto – è lo stesso numero di cassintegrati che mediamente abbiamo avuto in questi anni. Anzi, qualcosa in meno considerato che ad agosto abbiamo raggiunto il picco di quasi 3500 unità in cassa”. Nonostante il pareggio dei numeri, tra i lavoratori c’è apprensione. Accadrà infatti che una parte di quanti finora hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali sarà richiamata sui reparti e viceversa.
“Secondo i nostri calcoli – aggiunge Rizzo – sono circa 800 gli operai in questa condizione che, ovviamente, sono preoccupati per il loro futuro e anche noi vogliamo capire quali sono i criteri adottati dall’azienda. Al netto di queste situazioni, da un punto di vista strettamente numerico, il saldo per lo stabilimento di Taranto è in pareggio. Ricordo, inoltre, che l’accordo garantisce gli ammortizzatori sociali fino al 2023, ma è probabile che si vada oltre questo termine fino a quando, cioè, sarà mantenuta l’amministrazione straordinaria”.
A Genova sindacati e lavoratori sono in agitazione e lunedì potrebbe essere indetto uno sciopero. “La loro situazione – continua il sindacalista di Usb – è diversa da quella di Taranto. Per i 474 esuberi è prevista la ricollocazione nell’ambito delle attività dell’Accordo di programma di Cornigliano ed è proprio questo aspetto a generare incertezze. I sindacati chiedono, infatti, garanzie in questo senso che, al momento, sembrano non esserci”.
Le Rsu Fiom Cgil di Ilva Taranto lamentano che “ad oggi Mittal non ha ancora chiarito con le organizzazioni sindacali le scelte per l’individuazione degli 8200 dipendenti che entreranno a far parte di Am InvestCO.
La Fiom ha infatti chiesto di conoscere, oltre ad uno spaccato dettagliato, il criterio di individuazione del personale attraverso una media ponderata così come previsto dall’accordo ministeriale del 6 settembre. I dati forniti oggi alle organizzazioni sindacali sono ancora provvisori e soprattutto poco chiari per capire come Mittal intende ripartire dal 1 novembre.
Questi ulteriori rinvii non fanno altro che alimentare un clima di tensione tra i lavoratori che avrebbero invece bisogno di chiarezza e massima trasparenza. Questo schema non è stato condiviso per nulla dal sindacato e pertanto Mittal si assumerà tutte le responsabilità per scelte unilaterali e del tutto sbagliate”.