Precariopoli
Appalto Mittal, la Regione Puglia chiede chiarezza
La crisi delle aziende dell’indotto ArcelorMittal di Taranto, è stato il tema delle audizioni in IV Commissione presieduta dal vicepresidente Domenico Damascelli, su richiesta del consigliere Gianni Liviano. L’esigenza emersa dal dibattito è quella trasversale di una ricaduta positiva sul territorio, “pur consapevoli – ha spiegato Liviano – della necessità per l’azienda di realizzare utili, chiediamo di coniugare le esigenze del territorio con quelle della grande impresa, costruendo ponti di relazionali”.
L’assessore regionale allo Sviluppo economico Cosimo Borraccino invece, ha espresso ai rappresentanti della ArcelorMittal le sue perplessità sui comportamenti dell’azienda che, secondo l’esponente del Governo regionale, non può non tenere conto in via prioritaria delle esigenze del territorio e “la Regione metterà in campo tutto quello che è nelle sue possibilità per difendere gli interessi dei tarantini e del sistema delle imprese locali”. Secondo Borraccino “la scelta adottata sulla pelle dei lavoratori che prevede il passaggio dal contratto metalmeccanici a multiservizi, con una perdita netta mensile di oltre 300 euro a dipendente, è inaccettabile. La Regione Puglia sta rispondendo con azioni concrete a tali disposizioni. Abbiamo convocato per venerdì 4 ottobre, presso la Presidenza della Regione Puglia, la task force per l’occupazione per risolvere la vertenza dei circa 200 dipendenti delle aziende dell’indotto, tra le quali la Castiglia, che rischiano il posto di lavoro. Abbiamo chiesto il tavolo ministeriale al Mise, abbiamo sottoscritto l’accordo con i sindacati per attivare i corsi di formazione per i lavoratori ex Ilva in esubero. Stiamo lavorando per reperire i fondi da utilizzare per gli ammortizzatori sociali in deroga”. “Per noi – ha concluso Borraccino – resta prioritario il rapporto di grande dignità e di rispetto che comunque deve vigere tra Istituzioni, Azienda Arcelor Mittal e città di Taranto. Non ammettiamo inaccettabili imposizioni”.
Anche il consigliere Renato Perrini ha mostrato molte perplessità circa i comportamenti dell’azienda ed il timore che il territorio possa essere “massacrato dalle politiche aziendalistiche della ArcelorMittal”. A parlare per l’azienda Samuele Pasi, manager di ArcelorMittal e responsabile delle relazioni istituzionali. Sono stati illustrati tutti gli impegni assunti e rispettati: piano ambientale per 1.15 miliardi di euro secondo cronoprogramma; piano occupazionale rivolto a ciascun individuo; formazione e sicurezza sul lavoro come priorità; manutenzione e investimenti per 1.2 miliardi di euro; ricerca e sviluppo e il lancio di un nuovo centro a Tranto: parità di trattamento commerciale per l’indotto: trasparenza e dialogo con le comunità locali. ArcelorMittal, ha spiegato Pasi, si è impegnata a confrontarsi e applicare i migliori standard commerciali con un corretto adempimento degli obblighi nei confronti dei fornitori locali e pieno e tempestivo pagamento di ogni importo dovuto.
Nel primo mese di attività a novembre del 2018 ArcelorMittal si è impegnata pagare i debiti ceduti dall’indotto e a coinvolgere l’indotto stesso nello sviluppo delle sinergie relative a iniziative di economia circolare, tenendo conto delle relative competenze e capacità in conformità alle condizioni di mercato.
Emmanuel Rodriguez ha sottolineato che ArcelorMittal ha sempre incluso nei processi di gara per acquisti i fornitori locali ed ha confermato l’interesse a consentire a questi ultimi l’accesso alle opportunità con tutto il gruppo ArceloMittal. Sono stati assegnati nuovi contratti a fornitori locali nell’anno in corso per più di 200 milioni di euro. L’azienda, hanno spiegato i manager presenti, ha garantito la continuità contrattuale per i lavoratori a tempo indeterminato; i lavoratori a tempo determinato, invece hanno ottenuto da parte dell’indotto di far parte di una lista prioritaria.
L’azienda si è impegnata per il futuro ad avere una lista aperta dei fornitori e subfornitori per i contratti che riguardano gli investimenti industriali al fine di facilitare l’avvicinamento all’indotto locale.
Hanno partecipato alle audizioni Il presidente di Confindustria di Taranto cha ha parlato dell’esistenza di una serrata interlocuzione con l’azienda. Il presidente ed il segretario generale di Casartigiani di Taranto hanno lamentato la mancanza di rispetto nei confronti delle piccole aziende locali, “molte delle quali stanno morendo”. Il presidente di Confapi Taranto ha parlato di poca comunicazione fra Mittal e le aziende di Taranto. Il segretario Confartigianato ha chiesto di mettere alla prova le aziende locali perché molte difficoltà possono essere superate con il dialogo. Il presidente della Camera commercio di Taranto ha parlato di forte impatto sul territorio della ArcelorMittal.