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I sindacati al ministro: Il siderurgico di Taranto non è sicuro, va fermato

Pubblicato | da Redazione

Lo sciopero di 24 ore in programma oggi è sospeso, ma non ancora revocato. Questa la decisione assunta da Fim, Fiom, Uilm, Usb di Taranto dopo l’incontro con il Ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli sulla vertenza Arcelor Mittal.

Un confronto serrato, lo definiscono i sindacati, “durato circa 3 ore – si legge in un documento congiunto – che ha prodotto un primo risultato rispetto alla calendarizzazione di una serie di incontri”. Si parte oggi alle 12, con i vertici del Gruppo franco-indiano che gestisce gli impianti e si proseguirà lunedì 28 settembre. Sul tavolo diverse questioni “a partire dal futuro del gruppo con la presenza anche di Invitalia”.

Nei prossimi giorni saranno programmati ulteriori incontri monotematici su sicurezza, occupazione, appalto, salario. “Il Ministro – spiegano Fim, Fiom, Uilm e Usb – ha ribadito con fermezza che nessun piano industriale, che prevede la partecipazione dello Stato, potrà prevedere un solo licenziamento a partire dai lavoratori di Ilva in A.S”. I sindacati hanno dichiarato ai commissari straordinari e al ministro Patuanelli “la necessità di fermare la fabbrica per le scarse condizioni di sicurezza legati ai mancanti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Secondo quanto riferisce Valerio D’Alò, segretario nazionale della Fim Cisl “entro la prossima settimana il Ministro prevede che si arrivi alla definizione dell’assetto societario facendo chiarezza sul percorso da intraprendere. Dalle analisi risulta necessario al sito di Taranto un investimento pari a 3 miliardi di euro per cui sarà fondamentale attingere ai fondi europei. L’amministrazione straordinaria è attualmente la proprietaria dello stabilimento e, nonostante sussista il problema documentale dello stato degli impianti, i commissari garantiscono che saranno mantenuti gli accordi presi con l’affittuario”.

D’Alò ricorda che “già dal prossimo lunedì sarà avviato un tavolo tecnico al Mise per discutere la situazione manutentiva degli stabilimenti di tutto il Gruppo. Il governo è in contatto con l’azienda perchè sia garantita l’attività ispettiva da parte dei commissari e siano garantite le manutenzioni occorrenti all’interno dello stabilimento. Consideriamo questo un primo passo che rompe l’assordante silenzio riscontrato fino ad oggi e che pone le basi perció che da tempo chiedevamo: l’avvio di una vera trattativa”.