Precariopoli
Taranto, Pasqua difficile per il mondo del lavoro. Per alcuni senza stipendio
Una Pasqua di sacrifici per tutti. Per alcuni una Pasqua senza stipendio. A loro rivolge un pensiero e un augurio Franco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb. “Prosegue nel suo atteggiamento indifferente e arrogante Arcelor Mittal che ancora non ha corrisposto alle ditte dell’appalto gli arretrati; ci risulta che se, come abbiamo saputo, dovesse pagare solo il 20% dello scaduto, molte realtà imprenditoriali locali potrebbero andare incontro, nel prossimo autunno, addirittura al fallimento”.
Le difficoltà, purtroppo, abbracciano anche altri settori. “Un pensiero va in questo momento agli operatori del Cup, della Sanitaservice e delle mense ospedaliere continua Rizzo – tutti rischiano la propria vita continuando a lavorare per poche centinaia di euro al mese. Sarà nostra preoccupazione in particolare mettere in piedi tutte le azioni utili ad ottenere l’internalizzazione di coloro che si occupano del servizio delle mense nelle strutture ospedaliere”.
E poi ci sono anche le difficoltà burocratiche che complicano ulteriormente la vita. “Coloro che sono in cassa integrazione – spiega il coordinatore di Usb – prenderanno lo stipendio dopo le festività, a causa del nostro balordo sistema bancario: l’Italia è l’unico Stato europeo in cui il sabato e la domenica le banche tramite i calcolatori non lavorano!
Un augurio particolare ai lavoratori ex Ilva in AS che stoicamente resistono da oltre 15 mesi. Per Usb la vertenza non si è mai chiusa e non mancheranno occasioni in cui ricorderemo al Governo che ci siamo e pretendiamo rispetto”.
“Non possiamo non ringraziare inoltre – conclude Rizzo – tutti coloro che sono in prima fila: personale medico e sanitario in genere, appartenenti alle forze dell’ordine, lavoratori dei supermercati, operatori dei call center e ovviamente delle fabbriche che continuano a marciare, come appunto l’acciaieria tarantina. Un augurio che vuole essere ancora più forte in questa delicatissima circostanza affinché davvero la Pasqua segni la discontinuità rispetto al passato e sia sinonimo di rinascita vera”.