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Vertice al Mise, ArcelorMittal sventola la minaccia occupazionale

Pubblicato | da Michele Tursi

ArcelorMittal gira al largo rispetto alla questione dello scudo penale per la gestione dello stabilimento di Taranto. Almeno ufficialmente. Nell’incontro con il Governo, svoltosi nella sede del Mise, a Roma, i vertici aziendali hanno rappresentato altre criticità. Problemi maturati nei mesi scorsi, hanno detto, dovuti “anche a fattori di contesto, che renderebbero difficile il mantenimento degli impegni assunti sul fronte produttivo e occupazionale”. 

L’avvertimento è stato recapitato ai ministri allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli e per il Sud Giuseppe Provenzano. La minaccia occupazionale sventola ancora sugli impianti e sulle teste degli operai tarantini. Il nuovo management di ArcelorMittal sceglie una tattica già nota, una trincea dietro la quale si sono già riparati i suoi predecessori. Ennesimo tentativo di mettere in ombra il vero problema dello stabilimento di Taranto: la questione ambientale.

Il Governo, per ora, gioca a nascondino e non si sbilancia. Secondo il resoconto ufficiale del Mise, l’esecutivo “ha confermato, di fronte ai vertici di Arcelor-Mittal, la piena consapevolezza del valore strategico per il nostro Paese dello stabilimento ex Ilva di Taranto, e ribadito con forza la necessità di garantire la continuità produttiva, la realizzazione del piano ambientale e la tutela occupazionale”. A fronte delle criticità rappresentate dall’azienda, “il Governo si è detto disponibile ad approfondire e verificare tutte le condizioni e gli strumenti per affrontarle e risolverle”.

Come? Quando? “Nei prossimi giorni – annuncia lo Sviluppo Economico – sarà convocato un nuovo tavolo di confronto tra Governo e azienda, coinvolgendo i sindacati e le istituzioni locali”. Si parla di un nuovo incontro a metà novembre.