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ArcelorMittal licenzia operaio dell’Usb che aveva scioperato

Pubblicato | da Redazione

Un delegato Usb impiegato presso i parchi minerali è stato licenziato da ArcerolMittal. “All’operaio viene contestata – si legge in un comunicato stampa del sindacato – un’assenza durante una giornata di sciopero indetto dall’Usb con notevole preavviso”. Secondo quanto riferisce l’Usb l’operaio sarebbe stato interessato da una chiamata per comandata, quando era già in viaggio verso Roma per partecipare allo sciopero.

“Questo è licenziamento puramente politico – dichiara il coordinatore provinciale dell’Usb Francesco Rizzo – che colpisce un lavoratore serio ed onesto con due figli disabili a carico. Un giorno di assenza ingiustificata, al di là delle proprie posizioni, da contratto non prevede il licenziamento. E’ una forzatura l’atteggiamento di ArcelorMittal”. Questa mattina si è svolto un incontro tra le parti, previsto dalla procedura di conciliazione. “Ci è stato presentato un verbale – prosegue Rizzo – che aveva già nel suo contenuto il licenziamento dell’operaio senza nessuna possibile conciliazione. Vogliono soffocare la voce dell’unico sindacato, l’Usb, che sta denunciando le gravi condotte dei gestori e le condizioni precarie della fabbrica. Invitiamo tutte le istituzioni a prendere una posizione chiara e netta. Chiediamo partecipazione da parte di tutti all’azione di lotta che Usb metterà in atto nei prossimi giorni. Taranto va riconsegnata a chi ha dignità e a chi nel nostro paese rispetta la legge”.

Solidarietà al lavoratore licenziato è arrivata dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mino Borraccino. “Siamo davvero allibiti – scrive in una nota stampa – nel constatare il mancato rispetto da parte dei vertici di Arcelor Mittal delle prerogative e dei diritti dei lavoratori che sono sempre più preoccupati per il clima di grande confusione che continua a regnare sul destino dell’acciaieria tarantina. La sensazione che abbiamo nell’apprendere del licenziamento, ma vorremmo tanto sbagliarci, di questo lavoratore modello, con vent’anni di esperienza alle spalle e padre di famiglia, è che Arcelor Mittal abbia voluto “colpirne uno per educarne cento”, allo scopo di intimidire i lavoratori, affinché cessino di rivendicare, con gli scioperi e l’attività sindacale, i loro sacrosanti diritti, sia sotto il profilo della sicurezza sul lavoro sia sotto il profilo della tutela ambientale. Sappia Arcelor Mittal che il Governo regionale sarà sempre al fianco dei lavoratori che rivendicano i loro diritti e richiamiamo l’azienda al pieno rispetto degli impegni assunti nei confronti del Governo italiano, della Regione Puglia e di tutta la comunità tarantina”.