Skip to main content

Cgil, Cisl, Uil: ArcelorMittal incapace di garantire la sicurezza sul lavoro

Pubblicato | da Redazione

Le circostanze che hanno portato alla morte di Cosimo Massaro evidenziano “l’incapacità della proprietà attuale di mettere a punto efficaci misure in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto negli aspetti che riguardano la prevenzione su ambiti di grande complessità e ad alto rischio”. Lo affermano congiuntamente i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Paolo Peluso, Antonio Castellucci e Giancarlo Turi che esprimono la loro vicinanza alla famiglia dell’operaio ArcelorMittal.

I sindacati “rivendicano e ribadiscono, ancora una volta, la richiesta di risposte immediate e tempestive, opportunamente concertate tra tutte le componenti – istituzioni, Azienda, organi ispettivi, parti sociali – al fine di riportare la giusta serenità tra i lavoratori i quali sono nuovamente colpiti nella loro dignità di persone, negli affetti e a cui viene a mancare la giusta serenità per affrontare la fatica giornaliera di un lavoro sempre più duro e che, senza adeguati interventi, può diventare ancor più pericoloso”.

“La progettualità insita nei protocolli specifici sulla sicurezza – affermano Peluso, Castellucci e Turi – purtroppo, viene pesantemente messa ancora una volta in discussione, perciò da sola non basta più e serve quel salto di qualità a lungo auspicato che ora diventa non più rinviabile e ciò è quanto Cgil, Cisl, Uil hanno chiesto negli incontri tenuti, in questi ultimi due giorni, in Prefettura a Taranto sostenendo, altresì, che in relazione alla carenza di un piano di interventi urgenti da effettuare e non effettuati, vi è una precisa responsabilità aziendale. Serve, dunque, uno spiegamento di uomini, di nuove tecnologie, di risorse finanziarie e di formazione per un approccio innovativo basato su regole rigorose e stringenti, in grado anche di prevenire ogni forma di obsolescenza o di inefficienza degli impianti”.