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Gruista in mare, sciopero dei sindacati: Non c’è sicurezza

Pubblicato | da Redazione

Immediata la risposta dei sindacati dopo il gravissimo incidente accaduto ieri sera al quarto sporgente del porto di Taranto su cui ora opera ArcelorMittal Italia. Un operaio che si trovava su un gru DM 5 è finito in mare. Il pesante mezzo è stato sospinto in acqua dalla tromba d’aria che ha investito il capoluogo ionico. Un incidente analogo a quello accaduto a novembre del 2012 che costò la vita ad un operaio.

Alle 0.45, Fim, Fiom, Uilm e Ugl hanno dichiarato uno sciopero immediato in tutto lo stabilimento di Taranto. “Ormai da anni – scrivono i sindacati – assistiamo a continui rinvii e mancanza di assunzioni di responsabilità da chi è deputato a garantire la sicurezza della fabbrica dal punto di vista del rispetto della vita umana”.

Fim, Fiom, Uilm e Ugl dichiarano che “la forma di protesta messa in atto quest’oggi non terminerà sino a quando azienda, istituzioni locali, regionali e nazionali e organi di controllo, ognuno per il proprio ruolo, forniranno le dovute indicazioni a garanzia dei lavoratori e cittadini di questo territorio. Chiediamo, pertanto, l’immediata convocazione di un tavolo istituzionale straordinario che assuma decisioni e provvedimenti che cambino radicalmente lo stato di cose presenti all’interno dello stabilimento siderurgico”.

Sull’episodio intervengono anche Sergio Bellavita e Francesco Rizzo rispettivamente di Usb nazionale e Taranto. “Accade esattamente – scrivono in una nota stampa – nella stessa postazione una gru, che nel 2012 aveva ucciso un altro lavoratore. La gru è stata ricostruita ma con le medesime gravi mancanze di quella precipitata in mare nel 2012. Per Usb la fabbrica è da chiudere, è chiusa da oggi. Siamo vicino ai familiari e ai cari del lavoratore, chiamiamo i lavoratori e la città ad una mobilitazione straordinaria”.