Precariopoli
Taranto, alla mensa di ArcelorMittal scoppia la guerra del pane
Non ci sono assalti ai forni di manzoniana memoria, ma nello stabilimento ArcelorMittal di Taranto sembra essere scoppiata la guerra del pane. A sollevare la questione è il sindacato Usb in un comunicato stampa in cui lamenta l’esclusione delle aziende locali da questo delicato e importante servizio.
Secondo Usb la Pellegrini, che gestisce le mense dello stabilimento ionico, avrebbe recentemente adottato una serie di scelte modificando le modalità di fornitura degli alimenti e cambiando alcuni fornitori. Tra questi ci sarebbe la Europan “azienda locale che – scrive Usb – ha fornito il pane al siderurgico tarantino per 40 anni”. Secondo la ricostruzione del sindacato, la Pellegrini avrebbe chiesto a Europan “uno sconto sulla fornitura del pane”. L’azienda tarantina, però, non avrebbe accolto la richiesta ritenendo che “il prezzo di fornitura richiesto – spiega ancora l’Usb – non avrebbe garantito qualità e freschezza del prodotto”. A seguito del rifiuto, secondo la ricostruzione del sindacato di base, la Pellegrini avrebbe interrotto il rapporto, iniziando a rifornirsi di pane da un’altra azienda non della provincia ionica.
“La Pellegrini – commenta Usb – risparmia sulla qualità degli alimenti forniti nelle mense dello stabilimento. Si continua a disattendere la promessa fatta in sede ministeriale nel momento in cui vengono penalizzate le aziende locali. Con la gestione ArcelorMittal si continua a limitare l’economia locale penalizzandola ed escludendola dal mercato del lavoro”.
L’allarme lanciato dal sindacato è stato ripreso da Gianni Azzaro, capogruppo Pd al Comune di Taranto, consigliere provinciale e consigliere nazionale dell’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani). “Ritengo – scrive in una nota stampa – che su questa vicenda vada fatta piena luce. È un dovere di ArcelorMittal che più volte ha detto di voler instaurare un rapporto sano con la comunità di Taranto e che deve garantire agli operai cibo di qualità. Ma è un dovere delle istituzioni tutte, tanto a livello locale quanto a livello governativo. Taranto e le sue aziende migliori non possono assistere inermi a questo stillicidio continuo”.