Precariopoli
Emergenza igienico-sanitaria all’Arsenale di Taranto
“L’Arsenale rischia di diventare una bomba batteriologica, mettendo a rischio lo stato di salute dei dipendenti, già compromesso dal degrado persistente per la presenza di guano ed escrementi di topi e volatili”. Lo scrivono la Rsu dello stabilimento (Domenico Bellangino), le segreterie di categoria di Fp Cgil (Lorenzo Caldaralo), Cisl Fp (Massimo Ferri), Uil Pa (Giuseppe Andrisano), Flp Difesa (Pasquale Baldari) e Confsal Unsa (Cosimo Gualano).
I sindacati hanno inviato una lettera ai vertici militari e al sindaco di Taranto illustrando la situazione. Nel documento “denunciano lo stato di emergenza igienico-sanitaria dello stabilimento navale che si è determinato a seguito della riduzione drastica del capitolo di spesa destinato al funzionamento degli enti previsto dalla legge di Bilancio 2019, nel quale il servizio pulizie ha subito un taglio del 40%”.
Questa situazione – spiegano i sindacati dell’Arsenale – “ha comportato la riduzione delle ore da 30 a 18 mensili pro-capite per i lavoratori delle ditte del servizio pulizie dell’Arsenale, non garantendo più il minimo livello igienico sanitario negli uffici e nei reparti, con possibili ricadute negative sull’attività lavorativa”.
I sindacati chiedono che il problema sia affrontato nell’ambito della vertenza Difesa già avviata da anni e tutt’ora in corso grazie al tavolo tecnico coordinato dal Comune di Taranto. I sindacati “pur apprezzando l’iniziativa dei vertici della Marina Militare di Taranto di rimodulare fra gli enti del territorio le risorse economiche disponibili, ritengono insufficienti le stesse, volte a tamponare una situazione di estrema emergenza”.
La situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi per effetto dello stato di agitazione proclamato dagli addetti al servizio di pulizia nell’Arsenale MM di Taranto. Il segretario generale della UilTrasporti, Carmelo Sasso ha ufficialmente annunciato la protesta alle due imprese che gestiscono il servizio, al Comando Marina Sud di Taranto, al Prefetto e alla commissione di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici.
“Le motivazioni alla base di tale determinazione – scrive Sasso – sono riconducibili alla riduzione drastica delle risorse a disposizione del Comando ed i relativi tagli in termini di servizi e monte ore dei lavoratori.
Questi ultimi lamentano l’aggravio dei carichi di lavoro non correttamente riparametrati alle intervenute riduzioni orarie, richieste di eccessiva flessibilità nello svolgimento delle attività giornaliere e l’impossibilità nel turno assegnato di espletare appieno tutti i (troppi) compiti assegnati loro”.
Secondo Sasso “da non sottovalutare è la esposizione degli stessi lavoratori ad un clima di insoddisfazione degli utenti del servizio, alcuni dei quali non di rado tendono ad esternare direttamente tale loro malessere che è semplicemente e direttamente riconducibile all’insufficienza del monte ore alle necessità minime di igiene degli ambienti oggetto dell’affidamento”. Uiltrasporti chiede, pertanto, “un urgente incontro al fine di analizzare congiuntamente la situazione e per verificare l’esistenza di possibili soluzioni”.