Precariopoli
Fuga dall’Ilva, 717 domande di esodo volontario
Sono 717 le richieste di esodo volontario giunte all’Ilva in Amministrazione straordinaria (dato riferito al 6 novembre 2018). Finora sono state effettuate 549 conciliazioni per uscite incentivate (100mila euro lordi, 77mila netti). Sono questi alcuni numeri scaturiti dal primo incontro di verifica dell’accordo siglato lo scorso 6 settembre, svoltosi al ministero dello Sviluppo economico.
A tutt’oggi i dipendenti effettivamente passati da Ilva ad ArcelorMittal Italia sono 10.652 a fronte dei 10.700 previsti dall’accordo. Il nodo più controverso è quello dei criteri per la collocazione del personale in cassa integrazione. “Non vorrei – – ha detto Rosario Rappa della Fiom Cgil nazionale – che dal punto di vista delle assunzioni si ripresenti lo schema adottato all’arrivo dei Riva, con la scelta delle prime file e la messa fuori organico di chi ha ridotte capacità lavorative o, cosa particolarmente antipatica, con l’individuazione di liste di proscrizione.”
L’accordo nel suo complesso, però, non viene messo in discussione. “Ma rileviamo alcuni errori – ha proseguito Rappa – a partire dalla mancata condivisione con le organizzazioni sindacali nazionali del monitoraggio sull’aapplicazione dell’accordo, operazione che chiediamo al governo di garantire costantemente. È necessario che l’organizzazione del lavoro dell’azienda, cosa che vale per tutte le multinazionali, si misuri con la dimensione territoriale, a partire dalle scelte dei fornitori e dalla gestione dei lavoratori in appalto”.
Anche la Fim Cisl ha rappresentato alla nuova proprietà del centro siderurgico di Taranto “le anomalie riscontrate nel day one, sia sotto il profilo industriale e organizzativo sia dal punto di vista individuale, circa l’applicazione dei criteri di selezione. Abbiamo evidenziato ricadute su straordinario, cambi di postazioni, riduzioni di attività e di postazioni avvenute in tutti i siti. Abbiamo chiesto, altresì, alla nuova azienda, così come già avvenuto durante la trattativa, di mostrarci un quadro dettagliato, sito per sito, relativamente all’organizzazione del lavoro in base alle postazioni, programmando incontri con le Rsu che meglio di chiunque hanno la fotografia precisa delle necessità di impianto”.
“Le nostre richieste non si scostano rispetto a quanto previsto nell’accordo che, in coerenza col piano industriale, porta garanzie a tutti i lavoratori che – evidenzia Valerio D’Alò, segretario generale della Fim di Taranto e Brindisi – alla fine del piano, qualora ancora in Amministrazione Straordinaria, riceveranno tutti la proposta di assunzione da parte di Arcelor Mittal. Abbiamo ricevuto disponibilità, fin da subito, dall’azienda ad esaminare ogni caso, con una serie di incontri nei vari siti. Riunioni che coinvolgeranno le Rsu, anche alla luce del fatto che non tutte le 10.700 lettere di distacco, a causa delle uscite volontarie, sono state assegnate ai lavoratori”.
Intanto è stata completata la rimozione delle insegne “Ilva” dalla palazzina azzurra della direzione dello stabilimento siderurgico di Taranto, su cui ora campeggia il logo del nuovo proprietario. Ecco il video inviato dall’ufficio stampa.