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Porto di Taranto, cresce l’interesse ma il terminal resta vuoto

Pubblicato | da Redazione

Dopo essere stato abbandonato da due grandi player internazionali come Evergreen e Hutchinson, il porto di Taranto sembra essere diventato di nuovo appetibile. Notizie in tal senso sono emerse nell’incontro tra il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Sergio Prete, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e delle rispettive federazioni dei trasporti. Il presidente dell’Autorthy ha confermato che “sul porto di Taranto c’è grande interesse” ma ha corretto il tiro rispetto a quanto riferito in una nota stampa dai sindacati che parlano di manifestazioni di interesse che potrebbero definirsi entro il prossimo mese di settembre.

“Non siamo ancora a questo punto – spiega Prete a La Ringhiera – anche se va detto che, per fortuna, diversi operatori nazionali ed internazionali stanno valutando la possibilità di insediarsi nel nostro porto che, con i lavori  in fase avanzata, sta potenziando notevolmente la sua dotazione infrastrutturale. Mi auguro che questi contatti entro il prossimo settembre possano trasformarsi in qualcosa di più concreto: domande di concessione o manifestazioni di interesse. Se ciò non avverrà dovremo dare nuovo impulso alle strategie di marketing anche in accordo con il Governo”.

Il confronto con i sindacati è iniziato con una valutazione analitica sulle procedure attuative per la costituzione dell’Agenzia per il lavoro portuale. “Il Presidente  – scrivono Cgil, Cisl, Uil – ha riferito che è in via di definizione la nuova procedura amministrativa per l’individuazione dell’amministratore dell’Agenzia, che consentirà la piena operatività della stessa. Al riguardo, è emerso che sono in corso di formalizzazione gli atti perché i ritardi dovuti alla costituzione dell’Agenzia non incidano sul periodo complessivo di durata della stessa. I 36 mesi, cioè, decorreranno da quando se ne acquisirà la piena operatività con l’effettiva assunzione in carico dei lavoratori”.

Un ulteriore aspetto ha riguardato la possibilità di richiedere l’estensione dell’ambito di operatività del sistema protettivo dei livelli occupazionali (la cosiddetta clausola sociale) a tutte le attività, comunque, riconducibili all’ambito portuale. Anche per tale aspetto, si è registrato l’impegno del Presidente Prete ad operare in tal senso. I sindacati hanno sollecitato “l’immediato avvio della fase formativa diretta ai lavoratori della ex Tct, che assume grande rilievo in quanto diverse e complesse saranno le professionalità richieste per affrontare la nuova fase di sviluppo che interesserà il Porto di Taranto. Le stesse saranno tali da determinare una forte azione di riconversione delle maestranze”. E’ stato deciso, pertanto, di richiedere l’immediata attivazione del tavolo regionale.

I sindacati hanno verificato che la realizzazione “delle opere di infrastrutturazione procede secondo i relativi cronoprogrammi e che, entro il mese di luglio, verranno consegnati ulteriori 600 metri della banchina del Molo Polisettoriale. Dragaggi dei fondali e strutturazione della cassa di colmata rappresentano i prossimi appuntamenti”.

Cgil, Cisl, Uil, Filt, Fit e Uioltrasporti “nell’esprimere apprezzamento per l’attività svolta, hanno manifestato notevole preoccupazione per l’attuale livello dei traffici ed hanno chiesto al Presidente di accelerare le procedure per l’attivazione di tutte le opportunità che siano suscettibili di aprire il terminal al traffico delle merci attivando tutte le opportunità, a partire dall’utilizzo della piattaforma logistica”. Le parti si sono aggiornate, anche per la verifica dell’avvio della fase dei progetti formativi, subito dopo l’insediamento dell’amministratore dell’Agenzia Portuale.