Precariopoli
Taranto, appalto Ilva: accordo a metà per gli ex Steel Service
Accordo a metà per gli ex dipendenti della Steel Service (appalto Ilva). Nei giorni scorsi hanno manifestato dinanzi alle portinerie dello stabilimento siderurgico, ieri mattina la vertenza è stata al centro di un incontro all’ufficio provinciale del lavoro. La vicenda riguarda quasi 200 operai, per la precisione 197. Di questi, 142 (con contratto a tempo indeterminato) sono transitati dalla Steel Service (Gruppo Semat-Trombini, azienda in cui lavorava il povero Giacomo Campo morto sul lavoro a settembre del 2016) al nuovo raggruppamento di imprese composto da Ecologica Spa, Castiglia Srl, Quadrato Divisione Industriale.
I problemi riguardano 55 unità titolari di contratto a tempo determinato per le quali nè l’impresa uscente, nè quelle subentrati, hanno sottoscritto impegni. Questi operai, in sostanza, sono rimasti senza lavoro. Al termine dell’incontro di ieri, dopo le manifestazioni e le pressioni svolte dai sindacati, è stato raggiunto un primo, parziale risultato. Le tre aziende subentrate a Steel Service hanno espresso la disponibilità all’assunzione, sempre a tempo determinato e vincolata alla durata dell’appalto, di 23 unità così suddivise: 14 alla Quadrato, 5 all’Ecologica, 4 alla Castiglia. Restano da ricollocare ancora 22 unità e per questo l’incontro di ieri non si è chiuso con un accordo, ma con un verbale di riunione che riassume le posizioni.
“C’è stato qualche progresso – spiega Carmelo Sasso, segretario generale della UilTrasporti – ma la vertenza non è ancora risolta. Siamo convinti che la piena ricollocazione di tutti i lavoratori sia possibile. Per questo, nei prossimi giorni, la Uil attraverso la sua federazione dei metalmeccanici, continuerà il pressing sulla committente Ilva affinchè in presenza di nuovi carichi di lavoro, si possano trovare soluzioni per le 22 unità rimaste disoccupate. Infine, stigmatizziamo l’assenza di Steel Service dall’incontro di ieri. Questa azienda, pur non essendo più titolare dell’appalto, fa parte del gruppo Semat-Trombini impegnata in Ilva con altre attività e potrebbe offrire la sua disponibilità per la risolvere in maniera positiva la vertenza”.