Precariopoli
Taranto, sciopero alla Cementir. No ai licenziamenti. “Ignorati dalle istituzioni”
I lavoratori della Cementir oggi sono in sciopero. 24 ore di astensione dal lavoro (dalle 6 di oggi, alle 6 del 12 ottobre 2016) per ribadire il no ai licenziamenti annunciati dall’azienda che ha deciso di liberarsi di ben 47 dipendenti su un organico che conta 72 lavoratori, oltre il 60%.
Un drastico ridimensionamento che rientra nel piano di riorganizzazione del Gruppo Caltagirone, proprietario dell’impianto di Taranto. L’agitazione è stata proclamata da Feneal Uil, Fillea Cgil e Filca Cisl. Gli operai hanno tenuto un presidio sotto Palazzo del Governo per chiedere al prefetto la convocazione di un incontro a livello istituzionale per discutere la vertenza. Una vertenza sulla quale, finora, si è registrato un assordante silenzio delle istituzioni.
Lo ribadisce Francesco Bardinella, segretario generale della Fillea. “Oggi siamo in sciopero – dice – contro i 47 licenziamenti annunciati dall’azienda. Chiediamo al Prefetto un intervento di sollecito nei confronti delle istituzioni affinché si eviti ennesimo dramma sociale sul nostro territorio. Da un mese abbiamo scritto ai politici chiedendo un incontro, a partire dal presidente Emiliano. Ad oggi registriamo un silenzio assordante. Auspichiamo e sollecitiamo l’intervento dei nostri rappresentanti istituzionali per non lasciare soli i 72 lavoratori della Cementir di Taranto”.