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Taranto, nuova vertenza lavoro

Pubblicato | da Redazione

Un call center al centro di una vertenza di lavoro e di comportamenti duramente condannati dal sindacato, denunciati da Giovanni D’Arcangelo e Andrea Lumino, rispettivamente segretari generali della Filcam e della Slc Cgil.
“Accade che le Organizzazioni Sindacali – scrivono i due sindacalisti in un documento – alla luce della dichiarazione di messa in liquidazione di una società e delle lettere di licenziamento che si stanno inviando ai dipendenti, organizzino un presidio fuori i cancelli del call center per protestare contro i licenziamenti e provare ad allargare la vertenza a favore dei lavoratori. Al presidio, oltre ai dipendenti, partecipano anche alcuni collaboratori a progetto, sicuramente meno tutelati dalla normativa, ma coraggiosi nel difendere la dignità sul posto di lavoro, nonostante gli inviti ad ignorare la protesta. Si tratta di persone pagate tre euro all’ora”.

“A distanza di pochi giorni – proseguono D’Arcangelo e Lumino – l’azienda manda a casa chi ha avuto l’ardire di manifestare il proprio dissenso e di partecipare ad un presidio contro i licenziamenti. Tutto questo avviene a Taranto, nel 2016. Sappiamo che l’azienda ci dirà che quelle lavoratrici mandate a casa non erano produttive e che il contratto a progetto consente loro (in realtà non sarebbe proprio così) di farlo. Ma doveva accadere proprio adesso, casualmente a distanza di pochi giorni dal presidio?”

Filcams e Slc Cgil esprimono “solidarietà e sostegno a quelle lavoratrici. Chiediamo con forza all’azienda di richiamare in servizio quelle lavoratrici e alle istituzioni di fare la loro parte. Attendiamo una convocazione presso la Prefettura, dopo una richiesta fatta il 28 luglio 2016. Riteniamo che quella sia l’unica sede in cui si possa richiamare l’azienda alle sue responsabilità”.