Pubblicato alle ore 9:42

Amici dei Musei, focus a Taranto sui “capolavori dietro le quinte”

Amici dei Musei, focus a Taranto sui “capolavori dietro le quinte”

L’Associazione Amici dei Musei di Taranto ha organizzato, in collaborazione con il MArTA,  con il patrocinio della FIDAM e della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, il convegno CAPOLAVORI DIETRO LE QUINTE”: “L’esperienza del Museo Archeologico di Taranto”.


L’evento si è svolto domenica scorsa, 3 ottobre, inoccasione della  XVIII Giornata degli Amici dei Musei, organizzata in Italia dalla FIDAM (Federazione italiana degli Amici dei Musei). Tema di quest’anno, appunto,  CAPOLAVORI DIETRO LE QUINTE”.



Il convegno, svoltosi nella sala del Circolo Ufficiali della Marina Militare, è stato  aperto da Patrizia De Luca, presidente dell’associazione jonica, che dopo aver ringraziato gli invitati e i relatori, ha sottolineato che i depositi museali, oggi non sono più considerati semplici luoghi di custodia, ma spazi di studio e di ricerca.

il convegno del 3 ottobre 2021 (immagine diffusa dall’ufficio stampa degli Amici dei Musei)

“L’attenzione alle opere conservate nei depositi – ha aggiunto la Presidente – si è risvegliata nel 2011 quando un’indagine portata avanti da ICOM (International Council of Museums, la principale organizzazione internazionale non governativa che rappresenta i musei e i suoi professionisti), ha messo in evidenza che  l’80% dei beni,  contenuti nei musei, si trovano nei depositi e il 60% di questi depositi non sono in buone condizioni  e non garantiscono la  sicurezza dei reperti né tantomeno l’accessibilità al pubblico. Abbiamo pensato di coinvolgere il MArTA perché è protagonista di un programma virtuoso che è quello di condurre degli studi approfonditi sui reperti dei musei che sono stati valorizzati e che a breve saranno disponibili per una lettura digitale”. 

La direttrice del MArTA, Eva Degli Innocenti, ha tenuto la relazione dal tema “Tesori dai depositi del MArTA. Dall’oblio alla pubblica fruizione”, mentre l’archeologo Lorenzo Mancini, funzionario del MArTA ha parlato di “Taras incontra Vatl. Connessioni mediterranee in mostra al MArTA“.


La presidente De Luca ha affrontato il tema dei depositi museali con una panoramica sulle proposte innovative elaborate da alcuni dei principali musei americani ed europei, per esaminare poi anche il contesto italiano. Negli Stati Uniti già dagli anni ’70  sono state sperimentate nuove modalità di apertura come il visible storage e l’open storageintegrando i depositi nel percorso museale, rendendoli visibili ed in qualche caso accessibili. Il primo deposito accessibile è stato quello del Museo di Antropologia della Britsh Columbia di Vancouver, seguito da quelli realizzati dalla Henry Luce Fundation  in quattro grandi istituzioni newyorkesi: MetropolitanMuseum of art; New York Historical Society; BrooklinMuseum e nella SmithsonianAmerican Art Museum di Washington. Questa strada è stata poi seguita da molti musei europei In Inghilterra, in Francia ed in Olanda. In Italia spiccano le proposte innovative della Pinacoteca di Brera, del Museo degli Uffizi e del Mudec di Milano. L’ultima frontiera è costituita dai depositi centralizzati, in cui confluiscono le collezioni di molti musei del territorio, come il Collection Center Neatherlands del 2020 ed i depositi-museo come l’Open Art Depot di Rotterdam, in via di ultimazione.


Annunci

Dove andare a Taranto

MarTA in musica, ecco la rassegna
from to
Scheduled