Sul Pezzo
Appalti e tangenti nella Marina militare: Carbone chiede il giudizio immediato per 17
Cassazione, giugno 2025. Gazzetta del Mezzogiorno on line: leggi qui
giugno 2023: due assoluzioni: leggi qui
Aggiornamento Cassazione maggio 2023 – cade accusa di associazione, leggi qui
Aggiornamento processo Appello, notizia 20-21 giugno 2022: due assoluzioni piene, sei riduzioni di pena e sette condanne: leggi qui – e qui).
Aggiornamento, sentenza dell’8 settembre 2020 – leggi qui. Patteggiamenti, 7 maggio 2017 leggi qui) . Patteggiamenti luglio 2017 – leggi qui, settembre 2017 – leggi qui.
(Articolo del 10 marzo 2017)
A chiederlo è il magistrato che ha condotto le indagini. Dopo 172 giorni dal primo arresto, la Procura della Repubblica di Taranto ha richiesto il giudizio immediato per 17 indagati, di cui 12 in stato di detenzione. L’udienza è fissata per il 5 maggio prossimo. L’inchiesta è la “BACKHANDER”, trattasi di presunte tangenti pagate per l’assegnazione di appalti e servizi da parte di Maricommi Taranto.
LA RICOSTRUZIONE RESA DALLA GUARDIA DI FINANZA
Tutto comincia il 14 settembre 2016. I fatti si inquadravano nell’ambito di un procedimento penale istruito dalla Procura di Taranto per vari reati contro la Pubblica Amministrazione, tra cui la induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e quindi turbativa d’asta, riguardante diversi imprenditori tarantini che, “al fine di ottenere commesse dalla Marina Militare, avevano elargito tangenti a pubblici ufficiali responsabili di articolazioni amministrative dell’Ente Militare”. si legge nel resoconto finale della Finanza. Tre giorni dopo i primi due arresti, veniva fernata anche un Tenente di Vascello della Marina Militare, diretta collaboratrice del C.V. Giovanni Di Guardo, nonché responsabile dell’Ufficio Contratti della Direzione di Commissariato di Taranto. Reati contestati, concorso in corruzione aggravata e di turbata libertà degli incanti.
Nell’ottobre 2016, nell’ambito della stessa inchiesta,il gip Valeria Ingenito, sempre su proposta del P.M. Maurizio Carbone – altri arresti per i reati di associazione per delinquere finalizzata a commettere più delitti di corruzione aggravata e turbativa d’asta.
Intercettazioni telefoniche e informatica, a parte l’analisi dei documenti, permettono agli inquirenti di “comprovare l’esistenza di un cartello di imprese tra loro collegate per pilotare l’assegnazione a loro favore di oltre 200 appalti e affidamenti gestiti dalla direzione MARICOMMI di Taranto, con l’estromissione delle altre ditte concorrenti al fine di assicurarsi illeciti profitti di ingente quantità, per un ammontare complessivo di 5 milioni e 460 mila euro.
Nell’ambito dello stesso provvedimento viene anche arrestato (prima i domiciliari poi in carcere) un Luogotenente dei Carabinieri, in servizio nella Compagnia di Taranto. L’accusa è rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, nonché di induzione indebita a dare o promettere utilità.
E siamo a febbraio. Il gip Pompeo Carriere emette un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del dipendente civile del Ministero della Difesa e di due imprenditori, uno dei quali già ospite della Casa Circondariale di Pisa, nonché gli arresti domiciliari nei confronti di altri due imprenditori.
Lo scorso 22 febbraio, infine, Carriere, su proposta di Carbone, ha disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie facenti capo al C.V. Giovanni Di Guardo, per 546 mila euro, “pari al profitto illecito ricavato dall’indagato per effetto dei reiterati atti di corruzione che gli consentivano di percepire il 10% degli affidamenti diretti e degli appalti da lui gestiti, per il predetto importo complessivo di 5 milioni e 460 mila euro” spiegano dalla Guardia di Finanza di Taranto.
La vicenda si chiude, in ambito di indagini, con gli interrogatori di due ufficiali della Marina (saranno assolti in Appello, aggiornamento 21 giugno 2022) e di un ispettore della Polizia.
Carbone, come detto, ha richiesto il giudizio immediato per 17 indagati, di cui 12 in stato di detenzione. Tutto a 172 giorni dal primo arresto. I dettagli sono stati forniti stamane nel corso di una conferenza stampa tenuta dal Procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, il sostituto procuratore Maurizio Carbone, il comandante della Guardia di Finanza, Gianfranco Lucignano e dal comandante del Nucleo di Polizia tributaria, Renato Turco. Presenti anche il procuratore aggiunto Pietro Argentino e l’ammiraglio Edoardo Serra, comandante MM del Comando Marittimo Sud.