Piani Alti
Taranto: Melucci, un uomo solo al comando
Festa della Repubblica amara per la giunta di Taranto. Il sindaco Rinaldo Melucci ha azzerato l’esecutivo. Il provvedimento è stato emesso nella tarda mattinata. Non è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Malumori e tensioni tra il primo cittadino e i suoi (ex)assessori si avvertivano, per molti, quindi, non è stata una sorpresa.
Nel decreto di revoca Melucci ricorda che “da diverse settimane era stato preannunciato l’intendimento di procedere ad un riesame e riordino delle attività mirate a rendere maggiormente efficiente l’azione di governo cittadino”. Nell’ambito di questa esigenza il primo cittadino ritiene “conseguenziale un’opportuna riflessione sull’attuale compagine dell’esecutivo comunale; una riflessione complessive delle azioni svolte e da svolgersi che non può prescindere da un preliminare azzeramento delle nomine assessorili a suo tempo conferite”.
Melucci nei mesi scorsi aveva già revocato la nomina dell’assessore alla Cultura Franco Sebastio, ex Procuratore della Repubblica. In precedenza a rimettere la delega alle Risorse umane era stata Anna Maria Franchitto. L’equilibrio a Palazzo di città si è rotto da quando il sindaco ha lasciato la corrente del governatore Michele Emiliano per approdare ad un’area politica vicina a quella dell’ex ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda. Dal Fronte democratico al costituendo Fronte repubblicano. Qualcuno, a denti stretti, sussurra che sia questo il motivo a monte della decisione.